Israeliano ricercato da giustizia bernese vende armi all’Iran
Moshe Regev, commerciante di diamanti israeliano ricercato dalla giustizia bernese per truffa, sarebbe implicato anche in un traffico internazionale di armi verso l'Iran. Lo rivela la trasmissione televisiva «Aktenzeichen XY ungelöst».
«Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni che effettivamente vanno in questa direzione», ha affermato il giudice istruttore bernese Andreas Jenzer confermando una notizia pubblicata oggi dalla «Berner Zeitung» (BZ). L’appello lanciato nel corso della trasmissione vista nella Svizzera tedesca, in Germania e in Austria ha permesso di dare nuovi impulsi alle indagini internazionali, che negli ultimi tempi avevano subito una battuta d’arresto, ha aggiunto. Facendo riferimento al segreto istruttorio, Jenzer non ha però voluto fornire ulteriori informazioni.
Almeno per quanto riguarda la Svizzera, l’inchiesta contro Regev si limitava finora ad un sospetta truffa per un valore di 14 milioni di franchi. Fra il 1993 e il 1995 il 48enne è stato presidente del consiglio di amministrazione di due società con sede a Lyss (BE), la UCCB e la Diamond Club AG. L’uomo si era fatto consegnare numerosi diamanti che poi non aveva mai pagato.
Ricorrendo a intricate transazioni fra le sue aziende, l’israeliano ha verosimilmente intascato le pietre preziose ed è sparito dalla circolazione. La procura bernese ha reagito spiccando un mandato di arresto internazionale, ma dell’uomo non si è più trovata traccia, ha spiegato Jenzer all’Ats.
Stando alla BZ, Regev avrebbe venduto armi chimiche all’Iran anche attraverso la Svizzera. La transazione sarebbe stata coperta con una fornitura di apparecchi telefonici da parte della UCCB. Ma nel 1994 negli Stati Uniti è stato arrestato l’uomo di collegamento di Regev in Austria: stava tentando di vendere all’Iran rilevatori per gas tossici.
Le ricerche della BZ – effettuate in collaborazione con il quotidiano isreliano «Ha’aretz» e un’agenzia indipendente sudafricana – avrebbero inoltre permesso di stabilire che Regev era coproprietario della Rafa Bauträger GmbH, società viennese sotto controllo di uno dei responsabili in Europa del programma iraniano mirante alla costituzione di un arsenale chimico. Sempre secondo le fonti giornalistiche, Regev non sarebbe invece ricercato in Israele e questo per una ragione ben precisa: probabilmente l’uomo lavorava per il Mossad. La politica – non ufficiale – israeliana era infatti proprio quella di fornire armi all’Iran. Nella logica dei servizi segreti in tal modo si voleva da una parte strapazzare ulteriormente le già deboli.
swissinfo e agenzie
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