La Svizzera guarda già al Mondiale in Brasile
Persa l'occasione di partecipare all'Euro 2012 dopo la sconfitta con il Galles, la nazionale elvetica e Ottmar Hitzfeld pensano ora alla qualificazione per il Campionato del mondo di calcio del 2014. Gli osservatori continuano a riporre le speranze nei giovani giocatori, un po' meno nell'allenatore.
La sconfitta subita venerdì scorso in Galles (2-0), combinata con il pareggio in extremis del Montenegro contro l’Inghilterra (2-2), ha infranto i sogni europei della squadra svizzera. L’Euro 2012 in Ucraina e Polonia si disputerà senza i colori rossocrociati.
La delusione è grande, almeno quanto le aspettative riposte nella giovane selezione elvetica durante la fase di qualificazione. In particolare dopo il pareggio a Wembley (2-2), che aveva in parte fatto dimenticare la partenza catastrofica degli uomini di Hitzfeld, sconfitti nelle prime due giornate da Inghilterra e Montenegro.
La tripletta di Xherdan Shaqiri, stella emergente del calcio elvetico, nella partita con la Bulgaria (3-1) di inizio settembre aveva poi definitivamente riacceso la speranza. Molti stavano già pregustando un finale elettrizzante per la conquista del secondo posto del gruppo.
La Svizzera avrebbe così dovuto giocarsi tutto nell’ultima partita casalinga contro il Montenegro. Malgrado la vittoria di martedì sera (2-0 a Basilea), saranno i montenegrini ad accedere allo spareggio.
Troppi sconvolgimenti
Memoria vivente del calcio elvetico e collaboratore della rivista Forza Svizzera!, Jacques Ducret ritiene che «la Svizzera non ha avuto fortuna». Dapprima c’è stato l’inizio disastroso, poi il ritiro di Marco Streller e Alexander Frei (miglior marcatore della nazionale), e infine gli infortuni a ripetizione.
«Quando diversi giocatori lasciano la squadra o si feriscono non si può contare su una rosa paragonabile a quella di Italia, Spagna o Francia», rammenta Pierre-André Schürmann, ex allenatore della nazionale svizzera under 21 e del Neuchâtel Xamax.
Una considerazione condivisa anche da Ottmar Hitzfeld. «In un anno abbiamo perso 6 o 7 titolari. È evidente che Frei e Streller hanno lasciato un vuoto».
Eppure quando Shaqiri, Xhaka e Mehmedi hanno brillato a Wembley, tutti hanno lodato l’arrivo di questa giovane generazione piena di talento, chiamata a issare il piccolo paese alpino ai vertici del calcio internazionale.
«Certo, i giovani si profilano con coraggio e una certa spudoratezza. Ma in Galles la squadra ha forse pagato la mancanza di esperienza», commenta Schürmann.
Il potenziale è senza dubbio grande, aggiunge Jacques Ducret. «Manca però una generazione intermedia, soprattutto in attacco». Secondo il giornalista, alla nazionale elvetica manca pure un fantasista a metà campo. «All’epoca di Köbi Kuhn, con Cabanas, Vogel e Wicky c’era una certa complementarità. Hitzfeld punta invece su un gioco troppo timoroso, in particolare a metà campo. Non ha mai cercato altre soluzioni».
Hitzfeld nel mirino
Dopo la sconfitta in Galles sono state numerose le critiche nei confronti del prestigioso allenatore tedesco. «La sua aura è molto grande in Svizzera tedesca, dove è praticamente intoccabile a causa del suo percorso in Bundesliga», spiega Jacques Ducret. «Ma le critiche non mancano, ad esempio sul Blick, un quotidiano con parecchia influenza. Anche Hitzfeld inizia a essere smitizzato».
Ducret non ha peli sulla lingua: Hitzfeld non è affatto la persona adatta. «Abbiamo bisogno di un allenatore ambizioso che s’impegna a fondo. Uno come Pierluigi Tami, che è stato capace di portare la under 21 alla finale dell’Euro. Ottmar Hitzfeld è alla fine del suo percorso e si è seduto sugli allori».
Dal canto suo, Pierre-André Schürmann non intende alimentare la polemica. «Un allenatore si rimette costantemente in discussione, non soltanto dopo una sconfitta. Bisogna aver fiducia nell’allenatore e guardare in avanti».
Per l’ex selezionatore è ora importante analizzare a fondo le ragioni del fallimento per poter ripartire su buone basi.
Guardando verso il Brasile
Il prossimo obiettivo è chiaro: iniziare col piede giusto il cammino che condurrà, si spera, al Mondiale brasiliano del 2014. «Abbiamo undici mesi per migliorare», afferma Hitzfeld. «Per me non è un problema giocare soltanto partite amichevoli: i giocatori non devono fare alcuna differenza tra una partita che conta e un’amichevole. Continuerò a esigere la massima concentrazione».
Una prima, positiva, notizia è giunta dal sorteggio. Nel girone della Svizzera ci sono in effetti Norvegia, Slovenia, Albania, Cipro e Islanda. «È sempre meglio giocare in un gruppo più facile. Dovremo trovare gli automatismi, dal momento che nella squadra ci sono stati parecchi cambiamenti. L’altra sfida sarà la preparazione mentale: ogni partita dovrà essere affrontata nelle migliori condizioni», osserva Pierre-André Schürmann.
Per Jacques Ducret, «la Svizzera può sperare di qualificarsi per la Coppa del Mondo del 2014, con o senza Hitzfeld».
I giocatori preferiscono comunque non sbilanciarsi. «Il nostro gruppo non sarà forse così debole come si dice e la nazionale svizzera ha un grande potenziale. Ma stiamo attraversando una fase di ricostruzione. La squadra ha bisogno di lavorare con i medesimi giocatori e di evolvere nello stesso sistema. Nel calcio è questa la chiave del successo», ha sottolineato il difensore Johann Djourou all’agenzia di stampa
Sportinformation.
Le partite della Svizzera:
Svizzera – Inghilterra 1-3
Montenegro – Svizzera 1-0
Svizzera – Galles 4-1
Bulgaria – Svizzera 0-0
Inghilterra – Svizzera 2-2
Svizzera – Bulgaria 3-1
Galles – Svizzera 2-0
Svizzera – Montenegro 2-0
Classifica finale
1. Inghilterra 18 punti
2. Montenegro 12
3. Svizzera 11
4. Galles 9
5. Bulgaria 5
Squadre qualificate: Germania, Inghilterra, Spagna, Italia, Olanda, Danimarca, Russia, Grecia, Svezia, Francia, Ucraina e Polonia (qualificate d’ufficio).
Allo spareggio andranno: Montenegro, Turchia, Estonia, Portogallo, Irlanda, Croazia, Bosnia e Repubblica ceca.
Traduzione e adattamento di Luigi Jorio
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