The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera
In primo piano
Restate in contatto con la Svizzera

Lucerna: almeno nove casi di eutanasia in un ricovero

Almeno 9 pazienti sono stati uccisi nel ricovero Keystone

Le indagini, aperte dopo la serie di omicidi alla casa per anziani Eichhof, stanno coinvolgendo anche il canton Obvaldo.

L’infermiere di 32 anni che ha confessato nove uccisioni ha infatti lavorato in precedenza a Sarnen, come impiegato dell’istituto “am Schärme” – pure un centro per anziani – e per il servizio locale di cure a domicilio (Spitex). Si tratta ora di determinare se vi sono state morti sospette, ha indicato il dipartimento della sanità del canton Obvaldo.

Il caso appare però complesso: all’Eichhof sarà difficile trovare le prove che possano suffragare la confessione dell’infermiere, finora unico elemento concreto in mano agli inquirenti. Sono ancora disponibili solo tre cadaveri, e finora i test non hanno potuto stabilire con precisione le cause del
decesso. Secondo il portavoce della polizia cantonale lucernese Franz Baumeler potrebbero quindi passare mesi prima che sia fatta luce sulla vicenda.

Gli inquirenti hanno comunque intenzione di dare ulteriori informazioni solo quando disporranno di elementi più concreti e intendono espressamente evitare il caos mediatico che potrebbe seguire uno stillicidio di notizie. Baumeler non ha quindi voluto commentare le indicazioni biografiche fornite dai media
sull’infermiere al centro della vicenda. Stando a “Radio Pilatus” l’uomo – descritto giovedì ufficialmente solo come “un giovane di nazionalità svizzera” -ha 32 anni ed è domiciliato a Sarnen (OW); nel tempo libero farebbe il DJ.

Finora al numero di telefono speciale destinato ai parenti degli ospiti della casa per anziani sono giunte una ventina di chiamate. La gran parte delle persone voleva sincerarsi dello stato di salute dei suoi cari, un paio intendeva mostrare la sua partecipazione, e solo uno ha criticato la politica di informazione dell’istituto, ha detto il direttore dell’Eichhof Urs Hess.

Venerdì è giunta anche la presa di posizione dell’Associazione svizzera infermiere e infermieri (ASI), secondo cui quanto fatto dall’operatore sanitario all’Eichhof può essere capito, ma non scusato. Casi del genere sono per fortuna rari, ma il rischio rimane, fino a quando il personale sotto pressione è lasciato da solo. Stress e mancanza di opportunità di elaborare gli aspetti emotivi della professione possono portare a situazioni difficili.

L’ASI chiede quindi più tempo e spazio per avviare discussioni sul tema, sufficiente personale santario qualificato e maggiori possibilità di formazione continua.

L’infermiere ha affermato di aver agito per compassione e per amore per il prossimo. Quello che è certo – ha detto in una conferenza stampa il giudice istruttore Orvo Nieminen – è che il giovane è convinto di aver fatto del bene.

Come si è svolta la vicenda? I primi sospetti affiorano in giugno. La prima inchiesta interna non dà alcun risultato, cosicché l’11 giugno viene avvertita l’autorità comunale. Un’ora dopo il caso è nelle mani della polizia. Gli inquirenti non riescono però a ricostruire la causa della morte dei pazienti, né viene alla luce nulla di sospetto sul conto del personale. Le indagini arrancano, ammette Daniel Bussmann, capo della polizia criminale.

Il 28 giugno, in seguito ad un decesso “troppo” ravvicinato ad un altro, le autorità decidono di intervenire in forze: il personale viene sottoposto a pressanti interrogatori e i locali vengono perquisiti. Risulta che il giovane ha visitato la paziente il giorno precedente e ne ha constatato il decesso la mattina successiva. L’uomo viene arrestato e lo stesso giorno confessa la serie di omicidi.

La casa per anziani Eichhof è la più grande struttura di questo tipo della città di Lucerna. Comprende un reparto di cura con 150 letti – dove sono avvenuti i fatti – e un complesso abitativo, entrambi attualmente completamente vietati ai media.

In base agli elementi resi noti finora, la vicenda sembrerebbe essere un caso di eutanasia attiva diretta, che si verifica quando una persona dà la morte ad un malato per alleviargli le sofferenze. Oggi chi agisce in questo modo commette un omicidio, regolato a seconda delle circostanze da tre articoli del Codice penale: 111 (omicidio intenzionale), 113 (omicidio passionale) e, spesso, 114 (omicidio su richiesta).

Tempo fa un gruppo di esperti aveva proposto di mantenere come illegale l’eutanasia attiva diretta, offrendo però alle autorità giudiziarie la possibilità di rinunciare a perseguire o a punire una persona che uccide per liberare un malato terminale da sofferenze insopportabili e irrimediabili.

Nel novembre dell’anno scorso il governo si era però opposto a questa soluzione. Proprio giovedì la commissione degli affari del nazionale, dando seguito ad un’iniziativa di Franco Cavalli (PS/TI), è tornata alla carica, dicendosi favorevole ad una depenalizzazione.

Erano e rimangono legali l’aiuto al suicidio (quando non avviene per motivi egoistici, ad esempio per ottenere un eredità), l’eutanasia passiva (sospensione di terapie di sostentamento vitale) e l’eutanasia attiva indiretta (l’impiego di mezzi per allieviare le sofferenze che – come effetto secondario -possono abbreviare la vita).

Il quadro giuridico non è considerato soddisfacente, visto che queste distinzioni sono proposte dalla giurisprudenza, mentre le varie forme di eutanasia non sono espressamente regolate dalla legge.

swissinfo e agenzie

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR