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Maria, brasiliana, ora è cittadina di Meggen

Naturalizzazioni al vaglio del consiglio comunale di Meggen (Lucerna) swissinfo.ch

Il ricorso alle urne per le naturalizzazioni è anticostituzionale: parola di Tribunale federale. L'assemblea comunale mantiene la facoltà di decidere, ma deve però motivare un eventuale rifiuto. Reportage a Meggen (Lucerna).

Nessuna folla nella sala, che ospita l’assemblea comunale di Meggen, dove normalmente gli spazi sono adibiti al teatro del paese. Davanti ai rappresentanti del municipio (esecutivo comunale), seduti sul palco attorno ad un tavolo, le prime file sono vuote. Nella sala, dove regna il silenzio, è difficile intravedere volti giovani.

Con le braccia conserte e gli occhi puntati sul palco, i cittadini e le cittadine di Meggen ascoltano i discorsi dei membri dell’esecutivo e dei rappresentanti della commissione delle finanze, che danno ragguagli sullo stato positivo dei conti del comune: un’eccedenza di 14 milioni di franchi che consente di proporre un’ulteriore riduzione delle tasse.

Una situazione fiorente che non deve stupire: il comune lucernese, che conta 6 mila 500 anime, è infatti ricco. E non solo per la sua situazione paesaggistica che vanta una vista stupenda sul lago dei Quattro cantoni, ma anche perché le imposte più basse del cantone attirano molte persone benestanti.

Quattro candidati in attesa di verdetto

Dopo il capitolo delle finanze, ecco un’ esame di altra natura: la richiesta di naturalizzazione inoltrata da quattro persone che desiderano ottenere il passaporto rossocrociato. Maria dal Brasile (il nome è fittizio ma la reale identità è nota alla redazione) e il figlio minorenne, Monika dall’Ungheria e l’undicenne Gregory, originario dell’America.

“Può alzarsi gentilmente – chiede a Maria, la prima della lista, il presidente comunale Andreas Heer – così tutti la possono vedere”? Detto fatto. In sala i volti si girano verso di lei e poi nuovamente verso il presidente, che si premura di fornire qualche informazione sulla biografia della candidata.

Ai cittadini e alla cittadine di Meggen non vengono comunicati soltanto i classici dati anagrafici, ma anche come è cresciuta e il suo attuale stato civile: Maria è divorziata dal marito svizzero e i suoi due figli hanno padri diversi.

Agli abitanti viene anche detto come la donna, di professione consulente, trascorre il proprio tempo libero. Orafa e fotografa per passione, Maria ha però poco tempo per essere attiva nelle associazioni del paese, anche perché la famiglia occupa un posto centrale.

Rose gialle per il passaporto rosso

“Maria vive da molti anni a Meggen – sottolinea il liberale radicale Andreas Heer nel concludere la presentazione della candidata – e non riesce ad immaginarsi una vita nuovamente in Brasile”.

Dopo aver presentato il curriculum vitae dei rispettivi candidati, il presidente invita gli interessati a lasciare temporaneamente la sala. Prima di passare alla decisione, Heer ribadisce ai suoi concittadini di essersi potuto fare un’idea precisa e approfondita dei candidati nel corso dei colloqui individuali.

Le richieste di naturalizzazione vengono così accettate, dal momento che nessuno dei 105 cittadini presenti ha formulato delle riserve. In caso di contestazioni, suffragate tuttavia da validi motivi, si sarebbe dovuto votare.

“Ora puoi fare entrare i candidati”, dice Andreas Heer ad un impiegato del comune. E i neo svizzeri vengono salutati da un applauso. Il presidente del comune si congratula con loro, porgendo ad ognuno una rosa gialla.

Alla lente anche l’aspetto finanziario

“Presto molta attenzione alla procedura di naturalizzazione – spiega a swissinfo Andreas Heer, dopo l’assemblea comunale – e cerco sempre di seguirla in modo degno e corretto”.

Ma a Meggen – comune dalle finanze floride dove la percentuale di popolazione straniera si situa attorno al 10% – anche gli stranieri poveri o con una situazione finanziaria molto modesta possono inoltrare una richiesta di naturalizzazione?

“Ciò che conta maggiormente – spiega Heer – è capire se i candidati si sentono integrati in Svizzera”. Ma naturalmente non basta sentirsi integrati e conoscere la lingua. Occorre infatti accertarsi che essi siano in regola con il pagamento delle imposte.

Alla vigilia delle votazioni federali del primo giugno, Andreas Heer sottolinea che l’eventuale accettazione dell’iniziativa popolare dell’Unione democratica di centro (UDC/destra nazionalista) “Per naturalizzazioni democratiche” non avrà nessuna influenza sulla procedura adottata a Meggen: “Continueremo ad esaminare le richieste di naturalizzazione come abbiamo fatto finora”.

La proposta dell’UDC prevede che ogni comune possa scegliere liberamente quale procedura di naturalizzazione adottare – compreso il ricorso alle urne – ed esclude ogni possibilità di ricorso sulla decisione.

Più svizzeri degli svizzeri

“Fuori dalla porta, mentre aspettavo la decisione, tremavo”. Le parole di Maria, 35 anni e da 23 anni in Svizzera, spiegano bene in che modo ha vissuto l’attesa. Del resto per lei il passaporto svizzero è molto importante, perché le sue radici ora sono in Svizzera, dove vivono anche sua madre e sua sorella e dove i suoi due figli vanno a scuola.

Con questa procedura di naturalizzazione non si è sentita come se fosse in passerella? “È vero – spiega Maria – che mi sono state poste anche domande intime, ma non ho nulla da nascondere, vivo la mia vita molto apertamente”. E conferma che come candidata alla cittadinanza elvetica, bisogna talvolta essere più svizzeri degli svizzeri stessi. “In Brasile se vuoi diventare brasiliano – commenta Maria – ti chiederanno se ti interessi al calcio”.

swissinfo, Corinne Buchser, Meggen
(traduzione e adattamento dal tedesco Françoise Gehring)

Le persone straniere, che risiedono in Svizzera da almeno 12 anni, possono richiedere l’autorizzazione federale di naturalizzazione secondo la procedura ordinaria. La cittadinanza svizzera può essere concessa solo se il candidato ha ottenuto, oltre all’autorizzazione di naturalizzazione, anche la cittadinanza del comune e del cantone.

Le decisioni in materia di naturalizzazione agevolata spettano esclusivamente alla Confederazione. Possono beneficiarne i coniugi stranieri di cittadini svizzeri e i figli di un genitore svizzero che ancora non beneficiano della cittadinanza svizzera.

I coniugi stranieri di cittadini svizzeri, che vivono in Svizzera da un anno, possono ottenere la naturalizzazione agevolata dopo tre anni di matrimonio e a condizione di aver risieduto complessivamente cinque anni in Svizzera.

Nel 2007 le naturalizzazioni sono state più di 45 mila, un po’ meno del 2006. In Svizzera la popolazione straniera rappresenta più del 20%.

La naturalizzazione attraverso le urne era stata sperimentata da alcuni comuni della Svizzera tedesca, tra cui quello di Emmen (Lucerna) che assurse agli onori della cronaca.

I cittadini lucernesi avevano infatti respinto tutti i candidati con un cognome balcanico.

In seguito ad alcuni ricorsi il Tribunale federale aveva sancito l’incostituzionalità di tale procedura di naturalizzazione: il ricorso alle urne era stato dichiarato praticamente illegale.

L’Unione democratica di centro ha deciso di lanciare un’iniziativa popolare per consentire nuovamente il ricorso alle urne nelle procedure di naturalizzazione. Il popolo svizzero si esprimerà su tale proposta il 1 giugno 2008.

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