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Democrazia diretta in Svizzera

Niente amnistia per gli svizzeri che combatterono il fascismo

Gli Svizzeri che lottarono contro il fascismo in Spagna o in Francia non saranno amnistiati. Lo ha deciso martedì il Consiglio nazionale respingendo con 82 voti contro 53 una mozione della commissione degli affari giuridici.

La storia, ha osservato il socialista ginevrino Jean-Nils de Dardel in nome della commissione, ha dato ragione agli Svizzeri che hanno combattuto nelle Brigate internazionali in Spagna o nella Resistenza francese. Nonostante questo loro “impegno coraggioso, lungimirante e legittimo”, una volta rientrati in patria, i sopravvissuti furono condannati.

Da allora il Consiglio federale ha espresso riconoscenza agli Svizzeri che si sono battuti per la democrazia. La commissione del Nazionale ha però anche chiesto un atto giuridico d’amnistia ed eventualmente la concessione della grazia. Un gesto del genere – ha aggiunto l’altro deputato ginevrino Christian Grobet, pure della sinistra, permetterebbe inoltre di riabilitare la Svizzera per l’atteggiamento assunto in passato.

Il presidente della Confederazione Adolf Ogi ha invece respinto la mozione. Per il governo i combattenti di allora sono oggi già pienamente riabilitati dal profilo politico e morale, così come nei loro diritti. Dal momento poi che hanno scontato la pena da molto tempo, un atto di grazia sarebbe oggi superfluo. La maggioranza dei deputati hanno seguito questa posizione governativa. Solo la sinistra ha votato in favore della mozione.

Furono circa 800 gli Svizzeri che si impegnarono in Spagna per la causa repubblicana e un terzo di loro morirono in combattimento. Per avere combattuto in un esercito straniero, al loro rientro i sopravvissuti furono processati da un tribunale militare. Le condanne variarono da uno a 12 mesi di carcere e spesso gli ex combattenti furono privati dei loro diritti civili e professionali.

Le varie domande di amnistia inoltrate furono sempre respinte dalle autorità svizzere, contrariamente a quanto fecero numerosi altri Paesi. Nel 1994 la Consigliera federale Ruth Dreifuss rese omaggio ufficialmente ai volontari svizzeri. Oggi sopravvivono una ventina di ex combattenti.

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