Profughi del Kosovo: più interesse per gli aiuti al rimpatrio
Aumenta l'interesse per il programma di ritorno nel Kosovo predisposto dall'Ufficio federale dei rifugiati (UFR) sotto forma di aiuti finanziari: ben 780 kosovari hanno accolto la proposta nel periodo dal 13 al 17 marzo.
Dall’inizio dell’anno fino al 12 marzo erano stati 937, sottolinea lunedì
l’UFR. Complessivamente 19.377 profughi ed i loro famigliari hanno lasciato la Svizzera nell’ambito del programma lanciato dall’UFR. Dopo il 31 maggio, termine fissato per la fine dei ritorni volontari, si passerà al sistema dei rimpatrii coatti, sottolinea ancora l’UFR.
Il programma prevede per i ritorni volontari incentivi pari a 1.000 franchi per adulto e 500 franchi per bambino. È inoltre prevista un’assistenza materiale sul posto. L’UFR calcola che circa 14.000 profughi kosovari, su un totale di 31.000 ancora presenti in Svizzera, torneranno volontariamente nel Kosovo prima del 31 maggio.
Intanto i sopravvissuti del massacro di Srebrenica fanno sapere di voler restare in Svizzera. Questo il contenuto di una lettera aperta inviata dall’Associazione dei sopravvissuti di Srebrenica alla consigliera federale Ruth Metzler.
Il costante timore di venir rimpatriate aumenta il senso d’insicurezza di queste persone, già traumatizzate, si legge nella lettera. Secondo l’associazione, i 1’800 rifugiati provenienti da questa regione della Bosnia-Erzegovina dovrebbero beneficiare dell’Azione umanitaria 2000, che prevede l’ammissione provvisoria per coloro che hanno depositato domanda d’asilo prima del 31 dicembre 1992. Attualmente è infatti impossibile ritornare nei luoghi d’origine. Un rimpatrio dovrebbe essere escluso per ragioni morali.
swissinfo e agenzie
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