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Relazioni più strette tra Svizzera e Romania

Moritz Leuenberger (a sinistra) è stato ricevuto dal suo omologo, il presidente Traian Basescu Keystone

L'adesione della Romania all'Unione europea rafforzerà i legami tra Bucarest e Berna. Lo ha affermato il presidente della Confederazione Moritz Leuenberger durante il suo viaggio nel paese dell'Est.

La Svizzera si è inoltre dichiarata pronta ad avviare i negoziati in vista di un’estensione dell’accordo sulla libera circolazione delle persone ai futuri membri dell’Unione.

Nella prima visita di un presidente della Confederazione in Romania, Moritz Leuenberger ha voluto guardare al futuro.

Dopo un incontro con il suo omologo Traian Basescu nella capitale Bucarest, Leuenberger ha dichiarato che le relazioni tra i due paesi si rafforzeranno con l’adesione della Romania all’Unione europea (Ue).

L’integrazione della Romania nell’Europa – si legge inoltre in un comunicato della presidenza rumena – crea «un clima propizio al consolidamento delle relazioni economiche bilaterali».

Estensione della libera circolazione

In merito ad un ulteriore trattato sulla libera circolazione delle persone per Romania e Bulgaria – che martedì hanno ottenuto il via libera da parte di Bruxelles per aderire all’Ue dal primo gennaio 2007 – la Svizzera si è detta pronta ad avviare i negoziati.

Il Consiglio federale vuole tuttavia attendere la decisione definitiva di ottobre dei capi di Stato e del governo dell’Ue sul passaggio di un’Europa da 25 a 27.

Contributo incerto

«Non sarà invece per forza così per un eventuale contributo finanziario ai due futuri membri dell’Ue», ha precisato Moritz Leuenberger.

«Ciò non ha però nulla a che vedere con la votazione sul miliardo di franchi da versare ai 10 nuovi membri Ue in votazione il 26 novembre prossimo», ha aggiunto.

Un nuovo impegno finanziario «non sarà automatico» – ha detto il presidente della Confederazione – ricordando che l’ultima parola toccherà comunque al popolo.

Indipendenza del Kosovo

Basescu ha poi ringraziato la Svizzera per gli aiuti forniti dopo l’era Ceausescu. Berna ha versato dal 1990 circa 170 milioni di franchi per superare il periodo di transizione.

Il portavoce di Leuenberger, André Simonazzi, ha indicato all’Agenzia telegrafica svizzera che le delegazioni dei due Paesi si sono soffermate soprattutto sulla questione dello statuto che il Kosovo dovrà avere in futuro.

Gli albanesi, maggioritari nella provincia serba, esigono l’indipendenza, negata però da Belgrado. La consigliera federale Micheline Calmy-Rey si è espressa più volte a favore di un’indipendenza formale.

La Romania ha manifestato preoccupazione, poiché una soluzione di questo genere potrebbe costituire un precedente con conseguenze incerte.

Giovedì, Leuenberger parteciperà, sempre a Bucarest, al Vertice della Francofonia, al quale partecipano una sessantina di Stati.

swissinfo e agenzie

Nonostante non sia ancora stata presentata alcuna richiesta precisa da parte di Bruxelles, la Commissione europea stima che Berna debba sostenere finanziariamente l’entrata di Romania e Bulgaria nell’Unione, così come aveva promesso di fare per i 10 Stati aderiti nel 2004.

Al momento si parla di una cifra attorno ai 330 milioni di franchi.

Bruxelles indica tuttavia che sussistono delle difficoltà giuridiche e tecniche.

Il mandato per un negoziato auspicato dalla Commissione è così, per ora, congelato. La Commissione ritornerà ad ogni modo alla carica dopo il 26 novembre.

Dal 1990 la Svizzera ha sostenuto la transizione della Romania verso un’economia di mercato con 170 milioni di franchi.

Secondo il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni, del contributo hanno principalmente beneficiato il settore privato e i progetti a favore della protezione dell’ambiente.

La Romania è il maggior partner commerciale della Svizzera nell’Europa sud-orientale.

Nel 2005 le esportazioni verso la Romania hanno totalizzato 594 milioni di franchi (importazioni: 245 milioni di franchi).

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