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Una bella abbronzatura? Un errore fatale

Raggi UV come al mare ...durante un giorno d'estate in Svizzera Keystone

In 10 anni i casi di melanoma in Svizzera sono aumentati del 30%. Al centro della prima settimana dedicata ai tumori della pelle: protezione solare e diagnosi precoce.

Dal 15 al 19 maggio, alcuni dermatologi offrono visite gratuite e in forma anonima in tutto il Paese.

«Per quel che concerne il numero di casi di tumori della pelle, la Svizzera si ritrova purtroppo in cima alla lista. Si tratta del secondo Paese più colpito in Europa, dietro la Norvegia», indica a swissinfo Reinhard Dummer, dermatologo capo presso l’ospedale universitario di Zurigo.

Dal punto di vista dermatologico è chiaro: un’abbronzatura è il segno di una pelle danneggiata. «Il sole ha molti effetti piacevoli: fornisce calore e la sua luminosità favorisce il buon umore. I raggi ultravioletti provocano però gravi danni alla pelle, che in seguito si tramutano in tumori», spiega Dummer.

A livello di società, una bella abbronzatura è invece un simbolo nobile: dietro ad una pelle abbronzata c’è probabilmente qualcuno che viaggia molto o che, perlomeno, può permettersi un abbonamento in un solarium.

Raggi UV come al mare

Da anni, i dermatologi tentano di lodare l’aristocratica pallidezza di una pelle non abbronzata, con poco successo: il tumore della pelle è la forma cancerogena più diffusa in Svizzera. E i casi riscontrati sono in costante aumento.

Ogni anno, 15’000 persone sono colpite da un tumore della pelle. Tra queste, 1’600 sono vittime di un melanoma, la forma più grave di cancro del derma.

I motivi esatti per i quali la Svizzera occupa una posizione poco invidiabile nelle statistiche europee, sfuggono ai ricercatori elvetici. «Disponiamo soltanto di teorie», ci dice Dummer.

La Confederazione non è certo il Pese più soleggiato d’Europa. Non per questo però i pericoli legati ai raggi solari sono minori rispetto ad esempio a Malaga, sulla costa dell’Andalusia.

«Soprattutto in estate, e in modo particolare in quota, l’irraggiamento da raggi ultravioletti (UV) è elevato tanto quanto a livello del mare», avverte il dermatologo.

La crema non sostituisce l’ombra

I più a rischio sono i bambini e i giovani. Per questa ragione – avverte Dummer – dobbiamo prestare particolare attenzione alle campagne di prevenzione destinate ai più piccoli.

«Certo, muoversi all’aria aperta è salutare, ma non bisogna scordarsi di proteggersi dal sole, con cappellini, parasoli, T-shirt e creme protettive. Ancora una volta, i bambini sono coloro che maggiormente necessitano di una protezione».

L’industria cosmetica veicola da tempo l’immagine di una «sana pelle abbronzata» grazie a prodotti di protezione solare estremamente efficaci. Una propaganda non condivisa dal dermatologo dell’ospedale di Zurigo: «Teoricamente, più crema ci si sparge sul corpo e più tempo si può restare sotto il sole. Si tratta però di una falsa credenza. L’ideale è utilizzare le creme e rimanere il meno possibile esposti ai raggi solari. Le creme sono soltanto un complemento».

L’importanza della diagnosi precoce

Ogni anno, 220 persone in Svizzera muoiono a causa di un tumore alla pelle: tutte vittime di malattie che, se individuate con sufficiente anticipo, sono per l’80-90% dei casi curabili. La diagnosi precoce è quindi un elemento centrale nella lotta ai tumori.

«I piccoli tumori possono essere curati tramite un semplice intervento chirurgico. Ciò è incoraggiante, sebbene sia un peccato che tante persone continuino a morire», commenta Reinhard Dummer.

La ricerca intanto avanza e nuovi medicamenti e terapie innovative riempiono periodicamente le prime pagine dei giornali. «Abbiamo appena assistito all’apparizione sul mercato di tutta una serie di nuovi medicamenti, ma a dire il vero sono pochi i prodotti che si sono rivelati interessanti ed efficaci», afferma.

Di tanto in tanto – prosegue – sono prodotti nuovi medicamenti che possono frenare la trasmissione di segnali all’interno delle cellule tumorali. «Sono delle armi in più nella lotta ai melanomi».

Altri trattamenti come vaccinazioni o terapie genetiche sui pazienti hanno invece lo scopo di rafforzare le difese immunitarie. Per ora, sono però ancora alla fase di sviluppo.

swissinfo, Andreas Keiser
(traduzione: Luigi Jorio)

I casi di melanoma in Svizzera sono cresciuti del 30% in 10 anni.
15’000 persone sono colpite da un tumore della pelle ogni anno.
1’600 soffrono della forma più grave, il melanoma.

Dal 1994, la Lega svizzera contro il cancro conduce periodicamente delle campagne di prevenzione e di sensibilizzazione alla protezione solare, per prevenire i tumori della pelle.

Quest’anno, anche la Svizzera aderisce alla rete europea per la prevenzione dei tumori della pelle e la diagnosi precoce. Il 15 maggio sarà il «Giorno del melanoma».

Dal 15 al 19 maggio, durante la prima settimana dedicata ai tumori della pelle, i dermatologi svizzeri offriranno consultazioni gratuite in tutto il Paese. Basterà recarsi in uno studio medico, senza appuntamento.

I fattori di rischio sono: una carnagione chiara, gravi scottature in giovane età, una forte insolazione, il fumo, la presenza di più di 50 macchie pigmentate sul corpo e precedenti casi di tumore in famiglia.

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