Vertice Clinton-Assad a Ginevra grazie ai buoni uffici della Svizzera
Occasione d’oro per la diplomazia svizzera: il presidente americano Bill Clinton e quello siriano Hafez el-Assad (nella foto l'ultimo incontro a Ginevra nel 1994) si incontreranno domenica a Ginevra per rilanciare il processo di pace in Medioriente.
Lo ha annunciato lunedì in Bangladesh, dove è in visita, lo stesso Clinton.
Un’occasione d’oro per la diplomazia elvetica, che si vede offrire un prestigioso posto di primo piano sulla ribalta internazionale, dove le occasioni di profilarsi sono rare per un piccolo Paese che non fa parte né dell’Unione europea né dell’ONU.
La Svizzera è a lungo rimasta assente dalla scena mediorientale, ma non ha mai cessato di offrire la sua disponibilità, facendo valere la sua neutralità. La recente visita del ministro degli esteri svizzero Joseph Deiss in Egitto, Siria a Libano è servita anche a ribadire questa disponibilità. Un’offerta fatta anche al ministro degli esteri israeliano David Levy, in visita la settimana scorsa a Berna, il quale ha dato il beneplacito di Israele alla proposta svizzera.
Certo, il compito di Bill Clinton si annuncia difficile a Ginevra, dove aveva già incontrato Hafez el Assad nel 1994. Il negoziato israelo-siriano è bloccato dal 10 gennaio, dopo avere ripreso nel dicembre dell’anno scorso sotto il padronato degli Stati Uniti. Il presidente Assad vuole precise garanzie per rilanciare il processo di pace. Damasco esige che Israele si impegni formalmente per il ritiro delle sue truppe dall’altopiano del Golan, occupato nel 1967 e annesso nel 1981. Lo Stato ebraico si rifiuta però, per il momento, di fornire questa garanzia.
Mariano Masserini
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