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“Chiunque, ovunque, compra oro”

Valore rifugio, in questo periodo di instabilità, il metallo giallo vive un periodo... d'oro Keystone

Oasi di sicurezza che ricorda il franco svizzero, l'oro batte tutti i record. E tutto porta a credere che continuerà l'ascesa iniziata dopo l'11 settembre 2001, afferma Frédéric Panizzutti, vicepresidente della società attiva nel commercio dell'oro MKS Finance.

Non tutti sono d’accordo con queste previsioni e c’è già chi vede all’orizzonte una bolla che sta per scoppiare. Comunque per ora l’unica certezza è che l’oro in questi giorni ha superato la soglia dei 1’800 dollari l’oncia (circa 31 grammi). Dall’inizio dell’anno, si è apprezzato di oltre il 20%.

swissinfo.ch: Perché l’oro è un valore rifugio sicuro?

Frédéric Panizzutti: Tutti i valori che si possono acquistare oggi – obbligazioni, azioni, valute – hanno un rischio di credito. L’oro è uno dei pochi valori monetari senza rapporto creditore-debitore. L’unico rischio è la fluttuazione dei prezzi.

L’oro, inoltre, è un valore fungibile e scambiabile in tutto il mondo, in modo piuttosto semplice. E si può scambiare con ogni tipo di valuta. Questo lo rende, fondamentalmente, un valore rifugio.

swissinfo.ch: L’oro batte record storici in termini di prezzo. Lei parlerebbe di bolla?

F.P.: La domanda da porsi oggi non è se l’oro vale il suo prezzo o meno. È quello il suo valore poiché la gente lo compra a quel prezzo. Il problema fondamentale è la mancanza di investimenti a basso rischio sui mercati internazionali.

Le valute, il dollaro, l’euro, i mercati azionari sono problematici. Anche le obbligazioni lo possono diventare con gli abbassamenti di notazioni attuali e future. Per ridurre il rischio e diversificare, le persone interessate e i governi si orientano dunque verso l’oro. Non comprano oro per l’oro in sé, ma perché non hanno niente altro da acquistare.

swissinfo.ch: Com’è composta la domanda dell’oro?

F.P.: Si possono classificare gli acquisti in tre gruppi: gioielli, speculazione e risparmi che possono essere custoditi in un’ottica di sicurezza o di valore rifugio. La maggior parte oggi sono chiaramente quelli di rifugio. E in gran parte sotto forma di oro fisico. È l’unica condizione per evitare il rischio di credito. Se si acquista oro da un istituto [come per esempio da ETF (Exchange Traded Funds), futures, azioni di una società mineraria d’oro], si avrà sempre un rischio.

Un’altra grande parte degli acquisti è costituita da quelli di oro non fisico, per lo stesso motivo e anche a fini speculativi. I gioielli, invece, oggi non spingono veramente il mercato al rialzo.

swissinfo.ch: Chi compra l’oro?

F.P.: Chiunque. È quel che è cambiato drasticamente negli ultimi anni sul mercato. Dieci anni fa, l’oro era negoziato da specialisti, dai gioiellieri, da traders, da alcuni investitori. Oggi, l’oro si è democratizzato. Il semplice cittadino, ovunque, compra oro.

swissinfo.ch: Dove e come si compra oro?

F.P.: Per l’oro fisico, la situazione varia da paese a paese. Grandi consumatori come l’India, il Medio Oriente e l’Asia sono ben organizzati. L’accesso all’oro è molto semplice. Ci sono venditori d’oro a tutti gli angoli delle strade, che comprano e vendono.

In Europa, qualche anno fa era più difficile accedere all’oro fisico. Ma con la forte domanda negli ultimi tre anni, sono stati creati molti punti vendita e l’oro è diventato più accessibile, con un maggior numero di piccoli negozi specializzati ufficiali e di banche che vendono oro fisico agli sportelli. Il sistema si è dunque adattato alla domanda.

swissinfo.ch: A quando risale questo ritorno in forze dell’oro?

F.P.: Alla fine degli anni ’80 e negli anni ’90, eravamo in un trend di vendita in cui alcune banche centrali liquidavano il loro oro. Lo hanno fatto soprattutto in base a criteri di costi di immagazzinamento, di rendimento, di stabilità finanziaria, considerando che l’oro non era più un mezzo di riserva obbligatoria.

Con gli attacchi dell’11 settembre 2001, il mercato è stato colto dal panico. È l’evento che ha segnato la svolta. Sono tornati gli acquirenti di oro, le banche centrali hanno lentamente smesso di vendere. Sono seguite le crisi successive, fino all’ultima, in corso, che ha rafforzato la sensazione che l’oro sia un’assicurazione contro il rischio dei mercati in calo.

Si aggiunge il fatto che oggi, come indicano i loro bilanci, anche le banche centrali acquistano. (…) Molte banche centrali hanno gran parte delle riserve in dollari [valute, obbligazioni, azioni]. Uno dei modi più semplici per ridurre una piccola parte di questa dipendenza è di comprare oro e vendere dollari. Naturalmente ci sono altre valute, ma la scelta di quelle disponibili, nelle quali gran parte del mercato potrebbe avere fiducia, è molto ristretta.

swissinfo.ch: L’oro ha già vissuto un simile periodo… d’oro?

F.P: No, tranne forse durante l’andamento spettacolare del prezzo nel 1980 [un periodo di inflazione e incertezza geopolitica]. È vero che l’oro ha probabilmente avuto tempi fastosi della storia, ma il corso non era registrato. Si può dire che l’oro è ormai all’apice. E siccome i fattori che spiegano l’ascesa sono ancora saldamente presenti, a meno di un’inversione radicale della situazione nella zona euro e nell’economia statunitense, si può supporre che questo aumento continuerà.

L’oro è utilizzato in Svizzera sin dalla preistoria per produrre gioielli e ornamenti. Alle epoche celtica e romana lo si utilizza anche per coniare monete. È pure usato sotto forma di oggetti come mezzo di scambio e di tesorizzazione.

Dal 15° secolo, la borghesia urbana comincia ad apprezzare gioielli, oggetti d’arte e utensili, che ordina ad artigiani locali. L’oreficeria e l’orologeria, che si insediano a Ginevra dal 15° e dal 16° secolo e un po’ più tardi in tutto l’Arco giurassiano, ne fanno ampio uso.

Nel 19° secolo, con l’introduzione delle banconote, diminuisce la coniazione di monete. Ma l’oro diventa il riferimento per fissare il valore delle monete nel Sistema monetario internazionale.

Fonte: Dizionario storico della Svizzera

“Oggi c’è una forte domanda, che può superare le scorte d’oro direttamente disponibili. Ciò fa salire il prezzo. Ma di oro in circolazione ce n’è parecchio”, spiega Frédéric Panizzutti.

“La questione è temporanea: con una domanda improvvisa per qualche giorno o qualche mese, l’oro non è forzatamente subito disponibile in quantità sufficiente. Ma lo sarà in seguito. Molto spesso, quando il prezzo dell’oro aumenta, la vendita di scrap (riciclato) contribuisce a rispondere alla domanda”.

(Traduzione dal francese: Sonia Fenazzi)

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