Governo inasprisce le disposizioni sui fondi propri
Le banche dovranno dal primo gennaio 2011 aumentare i fondi propri. Lo ha deciso mercoledì il governo elvetico, inasprendo così la regolamentazione nel settore bancario.
L’accordo di Basilea III, trovato lo scorso settembre dagli esponenti delle autorità di controllo di 27 Paesi, ha imposto agli istituti finanziari requisiti più severi in materia di patrimonio. Anche la Svizzera, come ha reso noto il Dipartimento federale delle finanze, intende attenersi a queste nuove regole.
La revisione dell’ordinanza sui fondi propri (OFoP) e di diverse circolari dell’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) consente così alla Confederazione di adattarsi alle relative norme internazionali.
Concretamente, le unità delle banche d’affari dovranno disporre a partire dall’inizio dell’anno prossimo di fondi propri triplicati rispetto a oggi. Ad essere interessate a questo inasprimento saranno UBS, Credit Suisse e quattro altre banche.
Questa decisione giunge alla vigilia dell’ incontro del gruppo dei 20 a Seoul. Infatti, giovedì e venerdì, 11 e 12 novembre, i rappresentati delle economie più importanti, si incontrano nella capitale della Corea del Sud per trovare un accordo volto a rendere più sicuro il sistema finanziario attraverso una strategia comune.
Il progetto di revisione non regola la problematica “too big to fail” (imprese troppo grandi per fallire). Il governo vuole tuttavia che i due grandi istituti bancari elvetici UBS e Credit Suisse aumentino entro il 2018 i fondi propri oltre il livello fissato nell’ordinanza. Infatti, la loro bancarotta metterebbe a rischio l’intero sistema economico del Paese.
Comunque, prima che il Consiglio federale (governo) possa ridefinire le regole, il parlamento dovrà dare il suo avallo – probabilmente l’anno prossimo – per una revisione della legge sulle banche.
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