BSE: meglio proibire le farine animali che uccidere il bestiame a rischio
Per combattere il morbo della vacca pazza, contadini e macellai preferiscono un divieto totale delle farine animali che abbattere i bovini come in Francia. Frattanto non sarebbero necessarie le misure sulle donazioni di sangue decise dalla Croce Rossa.
È quanto ritiene il direttore dell’Ufficio federale della sanità, Thomas Zeltener, che in una trasmissione della Radio DRS ha definito inutile il divieto di non accettare sangue da persone che hanno soggiornato per più di sei mesi in Gran Bretagna dopo il 1996.
Secondo Zeltener, il cui ufficio, un mese fa, ha analizzato la situazione unitamente agli specialisti di BSE, non sono necessarie altre misure per evitare la trasmissione del morbo all’uomo. Tuttavia, se la Croce Rossa Svizzera intende mantenere il divieto per ragioni sanitarie ed economiche, la confederazione è d’accordo.
Zeltener ha pure dichiarato che non si possono escludere casi della variante del morbo di Creutzfeldt-Jakob (la versione umana della malattia della vacca pazza) anche in Svizzera, specificando però che il rischio è minimo.
Frattanto, sul fronte della lotta al morbo della vacca pazza, lidea degli allevatori francesi di abbattere tutti i bovini di oltre quattro anni non riscontra molti favori in Svizzera. Sia l’Unione Svizzera dei contadini (USC) che quella dei macellai preferiscono piuttosto un divieto dei foraggi con farine animali.
«L’idea di una abbattimento dei bovini non è in discussione da noi» ha detto all’ats Heiri Bucher, dell’USC, secondo il quale, contrariamente alla Francia, la Svizzera ha sempre meno casi di encefalopatia spongiforme bovina (BSE). I contadini elvetici – ha spiegato – sono più lungimiranti: «appoggiamo un divieto totale della farine animali, anche se ciò costerà più caro».
L’Unione svizzera dei macellai (USM) ha indicato che anche il settore della carne difende questa idea, ma che non ha i mezzi per sopportare i maggiori costi legati a tale proibizione.
L’associazione vuole quindi che il Consiglio federale prenda contatto con i responsabili delle organizzazioni agricole e dei settori chiamati in causa, prima di mettere in vigore la decisione finale di proibire i foraggi animali.
Per l’Ufficio federale di veterinaria (UFV) è evidente che tutti debbano essere avvertiti, altrimenti sarebbe difficile arrivare ad un divieto totale, ha rilevato K. Müller, portavoce dell’UFV. A suo parere non ci sono altre misure urgenti da prendere. Tuttavia, ha precisato che prima di una proibizione passerà almeno un anno. E questo anche per risolvere diverse questioni tecniche, come la definizione delle farine animali: ad esempio, il divieto deve riguardare solo i resti bovini dei macelli o anche un pezzo di cotoletta, che il cliente lascia nel piatto, non potrà essere usato per foraggiare i maiali?
swissinfo e agenzie
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