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Il via allo Swiss Economic Forum

L'88% deel imprese elvetiche ha meno di 10 dipendenti Keystone

E' iniziato giovedì lo Swiss Economic Forum, la più importante manifestazione economica per piccole e medie imprese. Il motto di questa edizione? Fiducia e crescita.

Condizioni quadro ideali e spirito innovativo sono particolarmente importanti per queste imprese.

Le piccole e medie imprese con un massimo di 250 dipendenti sono la spina dorsale della nostra economia.

Per un migliaio di partecipanti un motivo più che lecito per recarsi a Thun e discutere del proprrio futuro.

“Lo Swiss Economic Forum si svolge ormai per la quinta volta” dichiara a swissinfo il suo direttore, Stefan Linder. “Da un lato si tratta di fare il punto della situazione, dall’altro di occuparsi anche di prospettive”, dice Linder.

Nel corso del Forum verrà attribuito lo “Swiss Economic Award”, un riconoscimento che premia l’imprenditore che più si è distinto nel suo campo.

Personalità politiche ed economiche

Al Forum di Thun sono presenti personalità di spicco come Jürgen Dormann di ABB André Dosé di Swiss e l’ex consigliere federale Adolf Ogi, padrino della manifestazione.

Lo Swiss Economic Forum (SEF) si definisce il portavoce delle piccole e medie imprese – complessivamente 300’000 – che costituiscono il 99% di tutte le ditte svizzere.

L’88% delle imprese elvetiche occupa meno di 10 persone. Due terzi della popolazione attiva sono impiegati presso una piccola o media impresa.

Anche i contatti personali hanno la loro importanza. “Auspichiamo uno scambio fra i partecipanti, soprattutto fra le grandi ditte e le piccole e medie imprese”, spiega Stefan Linder.

Bando alla letargia

Il motto del SEF – fiducia e crescita – è lo stesso del Forum di Davos dell’inizio dell’anno. Ovviamente la mancanza di fiducia e la debole congiuntura restano i temi di quest’anno.

Un’opinione condivisa dal direttore del Forum di Thun: “La fiducia è minata e la situazione economica è difficile. Ma non vogliamo andare in letargo. Vogliamo cercare nuovi impulsi”.

Secondo un’inchiesta effettuata dall’UBS in aprile, le piccole e medie imprese sono particolarmente colpite dalla crisi economica attuale.

Troppi intoppi burocratici

Nel suo programma in dieci punti per rilanciare l’economia anche il ministro Joseph Deiss si è occupato delle piccole e medie imprese e dei giovani imprenditori.

Con una politica mirata intende migliorarne le condizioni quadro eliminando, in particolare, le barriere burocratiche. Secondo Deiss solo a livello federale esistono ben 300 formulari per le piccole e medie imprese.

Pochi crediti

Molte di queste imprese si lamentano della politica creditizia restrittiva delle banche. Queste ditte affermano di dover pagare interessi più alti delle grandi imprese.

Secondo Pierre Triponez, direttore dell’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), per le piccole e medie imprese è sempre più difficile ottenere crediti. Non stupisce quindi che – come dice l’inchiesta dell’UBS – da sei anni queste imprese investano di meno.

swissinfo, Elvira Wiegers
(traduzione: Elena Altenburger)

Nel 2001 le piccole e medie imprese erano 300’000 e costituivano il 99% di tutte le ditte in Svizzera
La maggior parte delle piccole e medie imprese è attiva nel settore dei servizi
Nel 2001 queste imprese occupavano in media 10 persone

Lo Swiss Economic Forum si tiene per la quinta volta.

Ha lo scopo di portare avanti le rivendicazioni e gli interessi delle piccole e medie imprese che costituiscono la spina dorsale dell’economia svizzera.

Ai circa 1’000 partecipanti permette di avere uno scambio di idee e di stringere contatti interessanti.

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