L’inizio della stagione sciistica funestato da una gravissima sciagura in Austria
La stagione sciistica invernale nelle Alpi si è aperta con una tragedia. In Austria oltre 170 persone sono rimaste uccise nell'incendio di una funicolare carica di sciatori diretti al ghiacciaio del Kizsteinhorn. Il bilancio esatto lunedì.
Ad annunciare la tragedia è stato il governatore del Salisburghese Franz Schausberger, il quale ha precisato che il convoglio, andato competamente distrutto, era partito pieno. Oltre ai 170 morti vi sono anche otto feriti.
Il bilancio finale delle vittime non sarà reso noto prima di uno o due giorni. Tanto ci vorrà infatti per poter raccogliere i resti dei corpi bruciati dalle fiamme nella funicolare. Un’identificazione delle vittime richiederà fino a una decina di giorni. Incertezza regna sul numero delle vittime: molti parlano di oltre 170 morti, mentre il governatore regionale, Franz Schausberger, sabato sera ha detto che le vittime sono «oltre 150». Ancora da precisare anche il numero dei feriti.
A bordo della metropolitana di montagna, 180 passeggeri tra sciatori e turisti del finesettimana, in gran parte giovani che andavano a partecipare e ad assistere ad una gara di snowboard, organizzata sul ghiacciaio. Altri avevano deciso all’ultimo momento di andarsi a godere una giornata di sport, approfittando del tempo sereno e del sole smagliante.
Le otto persone sopravvissute si sono messe in salvo attraverso un finestrino del convoglio. Gli sciatori intrappolati nella funicolare sono presumibilmente «morti tutti per asfissia», ha detto la cronista della televisione austriaca Orf, riferendo le parole del governatore del Salisburghese Franz Schuasberger.
La funicolare, costruita nel 1974, era partite da Thörl, nelle Alpi austriache. L’incendio è avvenuto 600 metri dopo l’ingresso della funicolare nella galleria. A quel punto il convoglio si e’ fermato automaticamente all’interno della galleria che è lunga 3,2 chilometri.
L’incendio sulla funicolare è divampato alle 9 e 30. La televisione nazionale austriaca Ort ha detto che coloro che sono riusciti a porsi in salvo sono scappati da un’uscita di emergenza del vagone, intrappolato a quota 2.400 metri.
Gli otto passegggeri sfuggiti alla tragedia sono cittadini tedeschi e sono riusciti a fuggire dall’infermno di fiamme rompendo un vetro e saltando dal finestrino del vagone più a valle. Essi sono attualmente ricoverati all’ospedale di Zell am See.
In attesa di un accertamento delle cause della più grave disgrazia nella storia di questo sistema di locomozione, considerato tra i più sicuri al mondo (corre in galleria e per questo non è esposto alla furia degli elementi atmosferici), gli esperti cercano di capire cosa possa essere successo.
Klaus Eisenkolb, un ingegnere che ha partecipato alla progettazione della funicolare, esclude che si possa essere rotto uno dei due cavi di acciaio, spessi cinque centimetri e controllati di recente. Un fuoco a bordo del convoglio potrebbe essersi sviluppato solo a causa di un corto circuito in uno dei cavi delle batterie, che sono situati sul retro del treno.
Eisenkolb ha immaginato anche la possibilità che qualcuno «abbia giocato con il fuoco». In tal caso, ha detto, il materiale più facile da infiammarsi sarebbe stato sicuramente l’abbigliamento dei passeggeri, mentre l’arredamento e le strutture della funicolare in materiale ignifugo avrebbero certamente impiegato molto tempo a andare a fuoco.
Secondo la società che gestisce il servizio di trasporto, l’incendio si sviluppato prima nella galleria della funicolare e poi ha investito il convoglio. Nel sito Internet della società è stato inserito un comunicato nel quale è testualmente scritto: «Un incendio nella galleria ha provocato una interruzione della corrente elettrica e come conseguenza un incendio sul convoglio che stava risalendo la montagna».
Il sito non precisa come e chi sia giunto a questa conclusione. Per i circa 2.000 sciatori che si trovano sul ghiacciao, secondo la società non c’è nessun pericolo. Essi sono stati riportati a valle con un’altra funicolare che corre all’esterno della montagna. Il servizio per gli sciatori che vogliono andare
sul Kitzsteihorn rimarrà chiuso domenica, giorno in cui verrà annunciato quando riprenderà il servizio.
Il Kitzsteinhorn, che fa parte della catena degli Alti Tauri un centinaio di chilometri a sud ovest di Salisburgo, è molto apprezzato per lo sci estivo e autunnale. Il 28 marzo scorso in quella zona erano rimaste uccise da una valanga dodici persone.
La strage della funicolare austriaca è il più grave incidente del genere. Ecco i precedenti con più di dieci morti negli ultimi 30 anni. 13 luglio 1972, la cabina di una teleferica precipita a Betten-Bettmeralp, nelle Alpi svizzere provocando 13 morti. 9 marzo 1976, nei pressi di Cavalese (Trentino) precipita una cabina della funivia del Cermis: i morti sono 42. 13 febbraio 1983, a Champoluc (Valle d’Aosta), precipitano tre cabine dell’ ovovia che porta al Crest: undici morti. 1 giugno 1990, Tbilisi (Georgia) 15 morti in due cabine della teleferica, che precipitano per la rottura di un cavo. 5 giugno 1993, a Bakhtela (Pakistan), la cabina di una funivia precipita per la rottura del cavo d’ acciaio: 13 morti. 3 febbraio 1998, un aereo dei marines americani di Aviano trancia un cavo della funivia del Cermis facendo precipitare nel vuoto una cabina: 20 morti. 1 luglio 1999, una cabina della teleferica del Pic de Bure, in Francia, precipita e provoca la morte di 20 persone.
swissinfo e agenzie
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