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SMI ancora in calo

Dopo il lunedì nero, lo SMI tende ancora verso il basso Keystone

Dopo il tonfo di lunedì, continua il ridimensionamento del listino principe del mercato svizzero. A metà pomeriggio il calo è vicino all'1.8%.

La mattinata pareva promettente. Verso mezzogiorno, lo SMI presentava un significativo +3.75%, che lo aveva ricondotto a 4867.8 punti. Tutti i titoli del listino erano in crescita.

L’euforia è però durata poco: nel pomeriggio, infatti, l’inversione di tendenza. A metà giornata lo SMI è nuovamente in calo, questa volta del 1.8%.

Un lunedì da dimenticare

Lunedì l’indice elvetico aveva toccato il suo livello più basso da 5 anni a questa parte. Bastano alcuni esempi ad inquadrare la situazione: Basilese -15.32%; Credit Suisse -10.3%; Julius Bär -11%; Rentenanstalt -11.92%; SGS -14.43%; UBS -8.59%; Zurigo Financial Services 16.58%. Un disastro, l’ennesimo.

Uniche note positive sul listino principe del mercato svizzero la Novartis (+1.49%), che ha annunciato dei risultati semestrali superiori alle previsioni, ed una Swisscom (+0.23%) ricchissima in liquidità.

L’indice SMI dei valori guida quotati a Londra ha chiuso lunedì a 4699,7 punti, il 5,6 % in meno della seduta di venerdì, quando, per la prima volta del 1997, era sceso sotto la soglia psicologica dei 5000 punti. Anche le altre borse europee avevano chiuso in sensibile calo, preannunciando una settimana che si profila molto volatile.

Non solo WorldCom

L’annuncio di domenica della bancarotta di WorldCom, con la conseguente richiesta di protezione dai creditori, non ha certo aiutato a schiarire un cielo ormai tempestoso. Il tutto è stato condito dagli avvertimenti lanciati dal gruppo assicurativo olandese Aegon. La società ha infatti annunciato che i suoi benefici del 2002 potranno essere ridotti del 30%.

Nel corso delle contrattazioni di inizio settimana, i titoli maggiormente sotto pressione sono dunque stati quelli assicurativi e finanziari.

SMI tra i più colpiti

La piazza svizzera si è segnalata ancora una volta come pesantemente esposta in un contesto generale che è stato comunque di «mini-crash» su diverse piazze europee.

Nel lunedì nero, la maglia nera è andata a Amsterdam, che ha perso il 6,92%. A Parigi l’indice Cac 40 dei principali titoli è sceso a 3.149,69, 174,35 in meno di venerdì: la perdita è quindi al 5,25%.

Forte ribasso anche a Londra: il listino FTSE-100 ha perso 202,8 punti, finendo la seduta a quota 3.895,5 (-4,95%). Milano ha terminato sui minimi la seduta con il Mibtel tornato sotto quota 18.000 punti, in calo del 3,50% (a quota 17.938 punti) e anche Francoforte in prossimità della chiusura era in calo di oltre il 4 %.

A Wall Street, dopo un avvio a zig zag, il listino ha subito ulteriori ribassi. Il Dow Jones ha chiuso a 7784,44 punti (-2,93 per cento), mentre l’indice dei titoli tecnologici Nasdaq si è assestato alla chiusura sui 1282,53 punti (-2,78 per cento).

swissinfo e agenzie

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