Il nuovo ministro del Lavoro greco, Yiannis Vroutsis, ha come primo atto bloccato una recente legge del governo di sinistra di Alexis Tsipras che garantiva accesso al sistema sanitario nazionale e ad altri servizi a tutti gli extracomunitari (compresi i rifugiati).

La mossa del governo di destra guidato da Kyriakos Mitsotakis ha scatenato dure polemiche, con il Movimento contro la minaccia razzista e fascista (Keerfa) che parla di "misura razzista, senza cuore e disumana contro persone che arrivano in Grecia per sfuggire alla morte. Questa disumanità è diretta contro i diritti di poveri, disabili, donne e rifugiati, dal momento che impedisce loro il libero accesso a ospedali pubblici, scuole e servizi pubblici".

"Con questa mossa, il governo di Nea Dimokratia attacca il movimento di solidarietà che è stato appoggiato dalla maggioranza dei greci a partire dal 2015. Chiediamo che venga revocata questa decisione razzista e che sia ristabilito il libero accesso per tutti ad ospedali, scuole e servizi, senza eccezione", continua la nota. Molte altre ong si sono unite alla protesta.

Vroutsis ha annunciato la sua decisione con un tweet, affermando che la decisione del governo Tsipras era "lacunosa e contraria alla legge", aggiungendo: "Il nostro Paese non è una vigna senza recinto!". Vroutsis non è nuovo alle controversie. Già ministro del Lavoro col premier Antonis Samaras (2013-2015), fu oggetto di dure critiche quando durante il suo periodo al ministero la disoccupazione toccò il 28%.

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