The Swiss voice in the world since 1935

Custodi tra le vette

Cane in montagna
RSI

La sfida della convivenza tra lupi, cani da protezione e turisti in montagna: l'esempio del percorso Tamaro-Lema.

La Traversata Tamaro-Lema è una delle escursioni in cresta più spettacolari e panoramiche della Svizzera italiana, un balcone naturale sospeso tra il Lago Maggiore e il Lago di Lugano. Ma queste vette non sono solo una meta per migliaia di escursionisti; da tempi remoti sono anche lo spazio vitale di diverse aziende agricole che caricano gli alpeggi con mucche, pecore, capre e cavalli. Oggi, questo delicato equilibrio tra turismo e pastorizia si trova ad affrontare una nuova sfida, dettata dal ritorno del lupo e dalla conseguente necessità di proteggere le greggi.

All’Alpe Montoia, dove Flavia Anastasia e Mathis Waser della Fattoria Piz gestiscono un gregge di circa 160 capre, la presenza del predatore ha imposto un cambiamento radicale. Per la prima volta, quest’anno, l’azienda ha dovuto introdurre due cani da protezione, una scelta quasi obbligata ma complessa in un territorio non abituato a questa realtà.

“Noi, come allevatori di bestiame minuto, siamo ormai costretti a prendere delle misure anche abbastanza drastiche per proteggere i nostri animali sugli alpeggi, ma anche nei monti e spesso anche in inverno. Il lupo ha fatto il suo ritorno ormai da qualche anno e quindi è sempre più presente” spiega Flavia Anastasia, intervistata da Alessandra Bonzi in AlphavilleCollegamento esterno.

“Custodi_tra_le_vette”.

L’introduzione dei cani da guardiania porta con sé la necessità di educare non solo gli animali, ma anche chi frequenta la montagna. In Ticino e in Svizzera manca una radicata cultura storica legata a questi cani da difesa. Da qui è nata l’esigenza di lanciare il progetto Custodi tra le vetteCollegamento esterno, un’iniziativa di sensibilizzazione che coinvolge Lugano Regione, il Patriziato di Indemini, il WWF, Pro Natura e altri enti. Il cuore del progetto risiede nelle “sentinelle”: persone appositamente formate che, lungo i sentieri, spiegano ai turisti come comportarsi in caso di incontro con il gregge e con i guardiani a quattro zampe.

“Da una parte siamo ancora noi che stiamo imparando come gestire questi cani e dall’altra parte la popolazione che frequenta le montagne ha bisogno di capire come ci si deve approcciare” sottolinea l’allevatrice.

gregge
WWF

Per l’Alpe Montoia sono stati scelti due cani di razza mastino transmontano, originaria del Portogallo, nota per essere particolarmente tollerante e amichevole con gli esseri umani rispetto ad altre razze tradizionali. Tuttavia, l’incontro ravvicinato richiede sempre il rispetto di regole precise: non correre, non urlare, non agitare i bastoncini da trekking e, se si è in bicicletta, scendere e spingerla a mano. La regola d’oro è fermarsi e dare al cane il tempo di annusare e identificare l’escursionista.

I primi bilanci della stagione estiva sono decisamente incoraggianti. Nonostante i timori iniziali, la convivenza sul sentiero si sta rivelando un successo grazie al dialogo diretto e alla prevenzione.

“Abbiamo avuto finora buone esperienze e ho avuto anche l’occasione di essere sul sentiero con le capre quando passano queste persone, quindi di parlare anche con loro”, conclude Flavia Anastasia, dimostrando che con la giusta informazione la convivenza tra uomo, natura e attività alpestri non solo è possibile, ma può diventare un’opportunità di crescita collettiva.

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR