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Il festival alpino “alternativo”

Aymann, un rifugiato siriano, rovescia con destrezza il suo avversario nella segatura. Ma il rivale riesce a girarsi e a cadere sul ventre, invece che sulla schiena, cosa che avrebbe significato perdere. Incitato dal pubblico, Aymann cerca di girarlo, ma non ci riesce. Entrambi cominciano a ridere. Si alzano e ricominciano la lotta.

La lotta svizzera è una delle numerose usanze che, attraverso una campagna, l’organizzazione non governativa Aiuto delle chiese evangeliche svizzere vuol far conoscere ai rifugiati siriani, afghani, eritrei e srilankesi che vivono nella Confederazione.

Le tradizioni elvetiche sono spiegate e insegnate da professionisti e da personaggi famosi, per esempio campioni di lotta, suonatori di corno delle Alpi e yodler.

Il momento forte della campagna è stato un festival di tradizioni alpine, svoltosi il 17 giugno, in occasione della Giornata nazionale del rifugiato, davanti alla stazione ferroviaria di Berna. I partecipanti hanno potuto provare le loro abilità di yodler, sbandieratori, suonatori di corno delle Alpi o giocatori di jass (gioco di carte).

Una vera festa in cui i circa 700 visitatori hanno celebrato non solo antiche tradizioni elvetiche, ma anche il dialogo interculturale e la solidarietà.

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