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Democrazia diretta in Svizzera

Aiuto allo sviluppo: nessun aumento

Il Consiglio nazionale (Camera del popolo) ha deciso martedì di non aumentare allo 0,7% del Prodotto interno lordo (Pil) la percentuale di fondi destinati all'aiuto allo sviluppo, come caldeggiato dalla sinistra.

La crescita progressiva entro il 2015 delle risorse impiegate per l’aiuto allo sviluppo – dallo 0,4% allo 0,7% del Pil – figura tra gli obbiettivi del millennio stabiliti dalle Nazioni Unite. Tale incremento comporterebbe costi per circa 2,3 miliardi di franchi.

Il socialista Mario Fehr ha dal canto suo sottolineato che un paese come la Svizzera può permettersi uno sforzo simile, analogamente a quanto già fatto da alcuni paesi nordici, che già attualmente superano gli standard stabiliti dall’Onu.

È stata parimenti respinta una proposta del Partito popolare democratico di incrementare gradualmente la percentuale allo 0,5%, sempre entro il 2015: tale misura avrebbe generato costi per 700 milioni di franchi.

La ministra degli esteri svizzera Micheline Calmy-Rey, a nome dell’esecutivo, ha dal canto suo sempre sostenuto la quota pari a 0,4%.

Sono invece stati approvati i crediti quadro per il prossimo quadriennio destinati alla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (4,5 miliardi) e alla Segreteria di Stato dell’economia (800 milioni).

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