Democristiani e liberali radicali affilano le armi
Forti dei risultati dell'ultimo barometro elettorale, i democristiani affermano di essere sulla strada dell'ascesa. Sabato, il loro presidente Darbellay ha chiesto maggiore rispetto durante la campagna.
Sempre sabato, i liberali radicali hanno dal canto loro sottolineato l’importanza dei valori liberali per il benessere del Paese. Anch’essi hanno denunciato le derive della campagna.
“Vogliamo potere discutere in un’atmosfera impregnata di rispetto”, ha affermato il presidente del partito popolare democratico (PPD), Christophe Darbellay, davanti all’assemblea dei delegati tenutasi sabato a Säntis, nel canton Argovia.
La campagna si è inasprita al punto che coloro che sono stati eletti dal popolo devono essere protetti 24 ore su 24, ha denunciato Darbellay. Al contempo ha ribadito il suo sostegno alla consigliera nazionale Lucrezia Meier-Schatz, presidente della Commissione di gestione, posta sotto protezione della polizia dopo avere ricevuto delle minacce di morte nell’ambito dell’affare Blocher-Roschacher.
Il ritorno del PPD
I delegati del PPD non hanno nascosto la loro soddisfazione all’indomani della pubblicazione dell’ultimo barometro elettorale, che vede il loro partito scavalcare il partito liberale radicale (PLR). “Il PPD è tornato”, ha detto Darbellay, “e occorrerà battersi per ogni singolo voto se vorremo terminare sul podio”.
Il presidente democristiano ha poi biasimato il Partito socialista (PS) e l’Unione democratica di centro (UDC – destra-nazional-conservatrice), rei a suo avviso di fare leva sulle paure collettive. In questo ambito ha stigmatizzato i manifesti elettorali dell’UDC che inneggiano all’espulsione delle pecore nere (stranieri delinquenti) e quello del PS con un aereo che si schianta contro una centrale atomica.
“È il colmo chiedere più sicurezza e al contempo fomentare l’odio”, ha aggiunto.
Secondo Darbellay, per avere più sicurezza e meno violenza, la Svizzera ha bisogno di poliziotti e di mezzi supplementari. L’accento deve essere posto anche sulla lotta contro la cibercriminalità.
Altri sviluppi
Partito popolare democratico (PPD)
Abbassamento dei prezzi e iniziativa sul clima
Il presidente del PPD ha poi sottolineato l’importanza di contribuire al pieno impiego. A tal fine occorre sviluppare le esportazioni elvetiche.
Il PPD vuole inoltre impedire che la Svizzera continui ad essere “un’isola dal costo della vita elevato”. L’abbassamento dei prezzi deve essere raggiunto con un miglioramento delle strutture e un rafforzamento della concorrenza, ha dichiarato la ministra dell’economia Doris Leuthard. I prezzi elevati indeboliscono il potere d’acquisto delle famiglie e pesano sullo sviluppo economico, ha rilevato, auspicando al contempo l’eliminazione degli ostacoli tecnici che rincarano i prezzi dei prodotti importati.
L’assemblea si è pure occupata della questione della difesa delle famiglie bisognose o con reddito modesto. A tal proposito i delegati hanno approvato un testo che esige l’esonero fiscale degli assegni per figli e giovani in formazione.
Infine i delegati hanno adottato all’unanimità un controprogetto, che il PPD depositerà alle Camere federali, all’iniziativa “Per un clima sano”. Il testo esige una riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra del 20% entro il 2020 (contro il 30% chiesto dall’iniziativa dei Verdi).
Appello alle urne del PLR
Sempre sabato, ma stavolta a Zurigo, si è tenuta la giornata di campagna elettorale del partito liberale radicale.
Sottolineando l’importanza dei valori liberali, il presidente Fulvio Pelli ha esortato tutti i sostenitori del partito a recarsi alle urne il prossimo 21 ottobre. I liberali radicali sono i “custodi” e la “locomotiva del sistema elvetico”, ha argomentato il consigliere nazionale ticinese.
Pelli non esita a definire “pseudo-politico” il contesto instauratosi a livello politico nelle ultime settimane. A tal proposito si è rallegrato per l’attitudine positiva che il suo partito ha saputo mantenere nei confronti degli altri partiti.
“Il PLR è il solo a proporre delle soluzioni e ad applicarle”, ha aggiunto, non nascondendo tuttavia un certo rammarico per la poca visibilità data ai successi dei consiglieri federali del suo partito, Pascal Couchepin e Hans-Rudolf Merz, del cui operato ha stilato un ottimo bilancio.
Altri sviluppi
Partito liberale radicale (PLR)
L’ora della verità
I membri del partito sono coscienti del fatto che è giunta “l’ora della verità”. Dall’ultimo barometro elettorale risulta infatti che il centro-destra, composto da PLR e PPD, raccoglie in tutto meno del 30% delle intenzioni di voto. Inoltre per la prima volta il PLR sarebbe superato nei sondaggi dal PPD. “Che ci serva da elettrochoc per reagire”, ha sottolineato il vice-presidente dei democristiani Leonard Bender.
Dal canto suo, Fulvio Pelli rimane ottimista e si è detto certo che con il tempo tutta la Confederazione parlerà del programma PLR di far progredire il Paese con quattro progetti di base: la Svizzera dell’intelligenza, della crescita, dell’apertura e dell’equilibrio.
swissinfo e agenzie
Unione democratica di centro: 25,6% (26,7% nel 2003)
Partito socialista: 22,6% (23,3%)
Partito popolare democratico: 15% (14,4%)
Partito liberale radicale: 14,7% (17,3%)
Verdi: 10,7% (7,4%)
Tasso di partecipazione: 55% (45,4%)
L’ultimo sondaggio è stato realizzato tra il 27 agosto e l’8 settembre nelle tre regioni linguistiche del paese. Sono state intervistate 2026 persone. Il margine d’errore è stimato a un +/- 2,2%.
Con 424 candidati ripartiti in 34 liste in 20 cantoni, i Verdi sono il partito che presenta il maggior numero di pretendenti ad un seggio al Consiglio nazionale (camera bassa del parlamento) alle elezioni federali del 21 ottobre.
Questo numero non comprende le diverse formazioni ecoliberali.
Gli ecologisti sono seguiti dai quattro partiti di governo: PLR (partito liberale radicale) con 414 candidati, socialisti con 402, UDC (destra nazional-conservatrice) con 399 e PPD (democristiani) con 359.
In totale i candidati al Consiglio nazionale sono 3089, una cifra record.
Verdi e socialisti sono i partiti con la proporzione di candidature femminili più elevata: con il 48% è quasi raggiunta la parità. Sono tallonati dal Partito del lavoro e Solidarietà con il 44%. Fra i partiti di governo, il fanalino di coda è l’UDC con il 20,6%, preceduto dal PLR con il 25,7% e dal PPD con il 35,6%.
In totale le donne candidate al Consiglio nazionale sono 1088 (35,2%).
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