Libero scambio con la Russia divide
I tempi per un accordo di libero scambio fra l'AELS - di cui fa parte anche la Svizzera - e la Russia non sembrano maturi. L'economia elvetica è divisa.
“Personalmente ritengo che si debba iniziare a negoziare solo quando la Russia sarà membro dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO)”, ha dichiarato venerdì la ministra elvetica dell’economia Doris Leuthard, al termine della sua visita di una settimana in Russia, a capo di una delegazione economica svizzera.
Dopo tale adesione, “la Russia sarebbe un partner affidabile, soprattutto in materia di protezione della proprietà intellettuale, poiché vi sarebbero le possibilità di sanzioni internazionali della WTO”, ha spiegato la Leuthard.
In seno all’economia elvetica i pareri divergono. L’industria delle macchine vorrebbe avviare subito i negoziati, perché sostiene che quando la Russia sarà membro della WTO tutti sgomiteranno per concludere un accordo di libero scambio. Economiesuisse invece frena e chiede di aspettare i risultati dell’analisi che valuterà vantaggi e svantaggi di un simile accordo. Lo studio sarà disponibile in autunno, ha precisato Doris Leuthard.
I timori elvetici sono legati ai problemi di corruzione in Russia. Doris Leuthard dubita che questa piaga possa scomparire a breve termine. A suo avviso, per una svolta “occorrerà una nuova generazione”.
La ministra svizzera dell’economia e l’omologa russa Elvira Nabiullina hanno firmato martedì a Mosca un piano per rafforzare la cooperazione economica fra i due paesi.
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