Elezioni del Consiglio federale, vademecum
I membri dell’Assemblea federale si riuniscono dalle 8 nella sala del Consiglio nazionale. Dopo la lettura delle lettere di dimissioni della ministra Eveline Widmer-Schlumpf e della cancelliera Corina Casanova, inizia la rielezione dei membri del Consiglio federale, in ordine d’anzianità. In questo caso sono sei: Doris Leuthard, Ueli Maurer, Didier Burkhalter, Simonetta Sommaruga, Johann Schneider-Ammann e Alain Berset.
L’operazione è di norma una semplice formalità. Il numero di voti ottenuti permette comunque di valutare la popolarità di ognuno di loro. Il voto avviene a scrutinio segreto. Ogni rielezione dura una ventina di minuti, ossia il tempo necessario per distribuire, raccogliere e fare lo spoglio delle schede in un’altra sala.
Spazio poi al piatto forte, ossia l’elezione del successore di Eveline Widmer-Schlump. Il primo a prendere la parola sarà il capogruppo dell’UDC, Adrian Amstutz, che difenderà la scelta dei tre candidati presentati dal suo partito. Durante i primi due turni di elezione, ogni parlamentare può votare chiunque. Per superare questo primo scoglio, bisogna ottenere almeno dieci voti. Dal terzo turno non è più ammessa alcuna candidatura e il candidato che ad ogni tornata ottiene il minor numero di voti viene eliminato. Si continua fino a quando restano solo due candidati. Per essere eletto il nuovo consigliere federale deve ottenere la maggioranza assoluta.
A volte succede che degli eletti non accettino l’incarico. L’esempio più recente è quello del socialista Francis Matthey, che nel 1993 ha rinunciato alla sua elezione per lasciare il posto a Ruth Dreifuss, seconda donna ad entrare in Consiglio federale.
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