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Ritirata l’azione civile contro UBS

L'autorità fiscale statunitense IRS ha ritirato completamente e definitivamente l'azione civile contro UBS (John Doe Summons). Keystone

L’autorità fiscale statunitense IRS ha ritirato l’azione contro UBS. Lo ha annunciato martedì il Dipartimento federale delle finanze (DFF).

Alla fine di agosto del 2010, l’Amministrazione federale delle contribuzioni aveva esaminato i dati di 4450 conti di clienti UBS, così come era stato convenuto nell’accordo con gli Stati uniti dell’agosto 2009.

Con tale intesa la Svizzera si era impegnata a trattare entro un anno la domanda di assistenza amministrativa relativa a questi conti bancari.

Scaduti i termini di ricorso, la Confederazione ha trasmesso parte dei dati. Attualmente, i casi trasmessi agli USA sono 4000, ai quali seguiranno nei prossimi mesi i rimanenti 450, sempre che non vengano interposti reclami e non ci sia una sentenza contraria da parte del Tribunale amministrativo federale (TAF).

Dato che l’accordo di assistenza amministrativa è stato ampiamente rispettato, lunedì 15 novembre, l’autorità fiscale IRS ha ritirato completamente e definitivamente l’azione civile contro UBS. Con tale procedura legale, gli Stati uniti volevano ottenere, tramite una denuncia contro ignoti, informazioni su 52’000 clienti americani di UBS, presunti evasori dell’erario statunitense.

L’affare UBS ha avuto inizio nel 2007, quando le autorità americane avviarono inchieste contro consulenti di UBS, sospettati di aver spinto cittadini americani a evadere il fisco. Tale pratica è stata denunciata nel 2008 da un ex impiegato della grande banca, Bradley Birkenfeld.

Nel 2009, il grande istituto bancario elvetico aveva accettato di versare una multa di 780 milioni di dollari, mentre l’autorità di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) aveva autorizzato la consegna agli USA di informazioni riguardanti 250 clienti sospettati di aver frodato il fisco americano.

Con l’accordo dell’agosto 2009, Berna si era impegnata a fornire i dati di altri 4450 titolari di conti UBS. La consegna di tali informazioni è stata tuttavia bloccata nel gennaio 2010 dal Tribunale amministrativo federale che ha giudicato l’intesa insufficiente per concedere assistenza amministrativa in caso di evasione fiscale.

L’accordo è stato infine sottoposto alle Camere federali, che lo ha adottato definitivamente il 17 giugno 2010, superando le ultime divergenze riguardo alla proposta di sottoporre il testo ad un referendum facoltativo.

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