25’000 firme per i diritti umani in Cina
Una ventina di parlamentari svizzeri hanno inviato martedì una petizione munita di 25'176 firme al primo ministro cinese Wen Jiabao per chiedere il rispetto dei diritti umani.
Lanciata da Amnesty International, la petizione era stata rifiutata dall’ambasciata cinese a Berna. La missione diplomatica voleva addirittura distruggerla, si legge in un comunicato di Amnesty.
In seguito a questo episodio, una ventina di deputati del Partito popolare democratico (centro), del Partitolo liberale radicale (centro-destra), del Partito socialista e dei Verdi hanno accettato di aderire all’azione dell’organizzazione a difesa dei diritti umani per fare pressione sui vertici di Pechino.
«Con questa petizione vogliamo rammentare alle autorità cinesi che in occasione dell’attribuzione dei Giochi hanno promesso di migliorare il rispetto dei diritti dell’uomo», sottolinea Amnesty. «A poco tempo dall’inizio delle Olimpiadi la situazione non si è invece migliorata. Al contrario, il governo cinese ha intensificato la repressione».
La petizione “Pechino 2008: un podio per i diritti umani” chiede l’abolizione della pena di morte, la chiusura dei “campi di rieducazione”, la liberazione dei difensori dei diritti umani e la fine della censura su internet.
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