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Colombia: la Svizzera prosegue la mediazione

Berna continuerà a fungere da mediatore a favore degli ostaggi detenuti dalle FARC, malgrado le tensioni venutesi a creare con Bogotà.

Domenica il ministro della difesa colombiano Juan Manuel Santos ha attaccato l’emissario svizzero Jean-Pierre Gontard per i suoi supposti legami con le FARC.

Il suo nome comparirebbe in vari messaggi elettronici nel computer di Raul Reyes, il numero due delle Farc ucciso da un attacco dell’esercito colombiano il primo marzo scorso in Ecuador.

In uno di essi, l’emissario elvetico è indicato come il corriere del riscatto (500’000 dollari) pagato alle FARC nel 2000 per la liberazione di due dipendenti della Novartis. Una versione dei fatti smentita lunedì dal patron di Novartis Daniel Vasella, secondo cui Gontard ha svolto solo un ruolo di intermediario diplomatico.

Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) non ha voluto commentare le affermazioni del ministro colombiano. Berna ha però confermato la fiducia a Jean-Pierre Gontard.

“Il suo mandato è riconosciuto dalle parti”, ha dichiarato lunedì un portavoce del DFAE. Questa situazione non è mutata e la Svizzera prosegue la “facilitazione in Colombia con tutta la discrezione necessaria”.

La mediazione svizzera in Colombia è iniziata una decina d’anni fa ed è stata resa ufficiale nel 2004.

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