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Editoriale Sul valore dei pensionati all'estero

La presidente del Partito liberale radicale (PLR) svizzero, Petra Gössi, ha avanzato l’idea di risparmiare sulle rendite di vecchiaia versate all’estero. Una proposta che ha suscitato numerose e forti reazioni da parte degli svizzeri all’estero. Molti si chiedono che cosa sia le passato per la testa.

Petra Goessi

«Vogliamo soltanto rendere attenti sui tasti dolenti della riforma delle pensioni», ha detto Petra Gössi giustificando la sua proposta.

(Keystone)

«I pensionati all’estero non generano alcun valore aggiunto in Svizzera. Non pagano le tasse e non consumano qui. Indoriamo loro la pensione a spese delle generazioni future».

Fine della citazione

Sono parole della presidente del PLR Petra GössiLink esterno. Il PLR è prezioso, è liberale. Liberale significa che ognuno deve avere la libertà di esprimersi o di manifestarsi come meglio gli riesce. E quando ognuno sta bene, allora stanno bene tutti. Quindi anche lo Stato, il quale è sufficientemente forte per occuparsi delle persone più deboli. In passato, questa idea di dinamismo ha fatto grande il PLR. E con questo PLR, anche la Svizzera è cresciuta. I liberali radicali si preoccupavano dei forti, mentre i socialisti facevano da contrapposto occupandosi dei deboli. Il Partito socialista (PS) è prezioso, è solidale.

L’economia ha dato prova di dinamismo e la solidarietà ha svolto il suo ruolo. È stato un tiro alla fune corretto, dal quale sono potute emergere eccellenti soluzioni. Una di queste è stata l’Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVSLink esterno).

Ecco com’era la nostra Svizzera:

È stato creato un equilibrio tra poveri e ricchi siccome si è capito che la pace nel paese favorisce la ricchezza. Hanno così preso forma la perequazione finanziaria tra i cantoni, le prestazioni complementari, la progressività dell’imposta e, naturalmente, la democrazia diretta.

È stato creato un equilibrio tra denaro e valore siccome si è capito che non tutto ciò che ha un valore genera anche un controvalore. Sono così state create le sovvenzioni - per l’agricoltura, le regioni di montagna, i romanci o la cultura.

È stato creato un equilibrio tra i generi siccome si è capito che ci si indebolisce quando non si è allo stesso livello degli altri. Le donne, seppur in ritardo, hanno così ottenuto il diritto di voto e di eleggibilità, e sono entrate nel governo federale.

È stato creato un equilibro tra le generazioni siccome si è capito che la vecchiaia non è più un compito della famiglia, bensì della comunità. Sono così state create le casse pensioni, l’AVS. Chi guadagnava, contribuiva. Un patto generazionale garantiva inoltre che i contributi versati durante la vita lavorativa sarebbero ritornati sotto forma di rendite di vecchia.

Gli svizzeri si sono dati da fare e si sono scontrati su tutte queste uguaglianze, con la consapevolezza che non sarebbero mai state perfette. Quello che per il PLR era eccessivo, per il PS non era abbastanza. Ma al centro di questi estremi, laddove c’era la maggioranza, i conti tornavamo. La democrazia funzionava bene.

Ecco com’erano i nostri valori:

Al centro c’erano le persone, il cittadino, il vivere insieme. Questo succedeva il secolo scorso.

Oggi, il PLR sostiene invece che un pensionato che non consuma e che non paga le imposte non rappresenta un valore aggiunto per il paese. Un partito democratico considera quindi l’aspetto economico di una persona negli ultimi anni della sua vita, ne trascura l’utilità e afferma che un pensionato all’estero non ha valore. È solo un costo e per questo deve ricevere di meno.

● Innanzitutto si tratta di un attacco alla proprietà degli svizzeri all’estero. Chi ha pagato per la propria pensione, la riceve, dice il patto generazionale. Nel Titolo secondo (Diritti fondamentali), all’ articolo 26, la Costituzione federale sancisce che «la proprietà è garantita». Il patto generazionale e la Costituzione federale erano finora considerati affidabili.

● Secondariamente, Petra Gössi non ha tenuto conto di una cosa: chi non considera il valore di un pensionato, non considera nemmeno quello di un cittadino svizzero, quello di una persona, una persona anziana. L’anomalia sta nelle parole di Gössi. Si è forse trattato di un atto sconsiderato, ma finora non è mai successo che una politica svizzera o un partito svizzero si esprimesse in modo così offensivo nei confronti della generazione dei propri genitori.

● E, infine, non è mai capitato che i 775'000 cittadini che vivono all’estero venissero sviliti in questo modo.

Profonda irritazione tra gli svizzeri all’estero

Per molti di loro, le rendite di vecchiaia AVS sono un pilastro della loro esistenza. Non per nulla queste rendite vengono chiamate “primo pilastro”. Altri versano contributi nell’AVS semplicemente perché lo devono fare in quanto cittadini svizzeri. E perché credono che il patto generazionale varrà anche quando andranno in pensione. Peraltro, gli svizzeri all’estero rinunciano alle prestazioni complementari, in modo certo involontario, sebbene siano spinti dallo spirito pionieristico che ci vuole all’estero.

L’esilio è un rischio, un rischio di cadere nella povertà, che bisogna accettare. Attraverso la loro rinuncia, numerosi svizzeri all’estero evitano notevoli spese al loro paese di origine. Molti si considerano i pionieri di un paese grandioso e diffondono i valori della Svizzera nel mondo: dinamismo, solidarietà e affidabilità.

Contenuto esterno

È questo l’errore del PLR:

«Vogliamo soltanto rendere attenti sui punti dolenti della riforma delle pensioni», ha detto Petra Gössi giustificando la sua proposta. La presidente del PLR ha voluto anche sottolineare un punto dolente della politica di questo secolo: per dare una spinta al dinamismo, si cede sul consenso. La solidarietà e l’affidabilità non sono i valori degli oppositori politici del PLR. Sono i valori della Svizzera.


Traduzione dal tedesco di Luigi Jorio

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