I sindacati vogliono una svolta
Dopo vent'anni di «vacche magre» è giunto il momento di imprimere una svolta alla politica salariale, rendendola più equa. Inoltre la protezione dei lavoratori attivi nei sindacati va rafforzata. È quanto chiede l'Unione sindacale svizzera (USS), riunitasi in congresso venerdì e sabato a Berna.
I 225 partecipanti all’assemblea hanno adottato un documento sulla politica economica che chiede in particolare l’introduzione di salari minimi. A tal proposito, a metà gennaio l’USS lancerà un’iniziativa popolare che esige uno stipendio di almeno 4’000 franchi al mese o 22 franchi all’ora per tutti.
L’USS vuole inoltre un aumento salariale generale in occasione dei prossimi negoziati con i datori di lavoro e chiede l’introduzione di salari fissi per sostituire i bonus dei dirigenti.
Durante il congresso, i delegati hanno anche domandato una revisione legislativa che garantisca maggiore protezione sociale ai lavoratori attivi nei sindacati.
Secondo l’USS, i licenziamenti di queste persone sono nettamente aumentati durante la crisi economica. Il governo ha sì affrontato il tema, ma la revisione di legge mandata in procedura di consultazione all’inizio di ottobre non è sufficiente, ha sottolineato Peter Lauener, portavoce del sindacato.
«Chiediamo che vengano rafforzate le sanzioni ai danni dei datori di lavoro che non rispettano le regole», ha dichiarato. È inoltre necessario varare una normativa che permetta il reintegro dei lavoratori licenziati in modo abusivo.
Qualora tali rivendicazioni non dovessero essere soddisfatte, i delegati dell’USS potrebbero intervenire sul parlamento, o anche lanciare un’iniziativa popolare. L’USS, ha detto Lauener, sta valutando quale via sia la più appropriata. «Siamo tuttavia convinti che alla popolazione non piace che persone coraggiose vengano punite con il licenziamento».
Nel frattempo, l’USS intende riattivare la denuncia depositata all’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO). L’ILO ha infatti già affermato che il diritto svizzero è insufficiente su questo punto, ha detto Paul Rechsteiner, riconfermato alla presidenza della centrale sindacale.
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