Il parlamento scarica il procuratore federale
L'Assemblea federale non ha riconfermato il procuratore generale della Confederazione. Non si tratta di una vera e propria sorpresa: Erwin Beyeler era infatti da tempo nella bufera a causa degli scarsi risultati del Ministero pubblico della Confederazione.
Riunito mercoledì mattina, il parlamento doveva eleggere il procuratore generale della Confederazione. Era una prima. Infatti, finora, la sua nomina competeva al governo.
E i parlamentari hanno deciso di non riconfermare Erwin Beyeler alla carica di procuratore generale, fatto assai raro sotto la cupola di Palazzo federale. Solitamente le due camere riunite (consiglio nazionale e degli Stati) confermano la propria fiducia agli alti funzionari dell’amministrazione.
Invece, Beyeler ha ottenuto soltanto 109 voti su 227 schede valide, mancando così di 5 voti la maggioranza assoluta. Anche se era nell’aria, il risultato di questa elezione è una sorpresa dato che il procuratore federale poteva contare su un potenziale di 150 voti. Solo i Verdi e l’Unione democratica di centro (UDC/destra conservatrice) avevano annunciato che non avrebbero sostenuto la sua rielezione.
Un procuratore alle strette
Nelle ultime settimane, la pressione su Erwin Beyeler era aumentata costantemente. Gli veniva rinfacciata una mancanza di risultati, in maniera particolare per quanto riguarda due dossier scottanti: quello degli Hells Angels e quello dell’ex banchiere privato zurighese Oskar Holenweger.
Il primo caso concerneva il gruppo motociclistico zurighese. Gli Hells Angels erano accusati di aver partecipato e sostenuto un’organizzazione criminale. Avviata nel 2003, l’inchiesta è stata archiviata sette anni dopo per mancanza di prove concrete.
Il secondo smacco è arrivato alla fine di aprile di quest’anno. Dopo otto anni e mezzo di indagini, il Tribunale penale federale ha assolto l’ex banchiere dalle accuse.
Nel quadro dell’affare Holenweger, al capo del Ministero pubblico federale è stato soprattutto rimproverato d’aver utilizzato come informatore un ex barone della droga. L’UDC lo ha anche accusato d’aver partecipato a un “complotto” per cacciare l’allora ministro di giustizia e polizia Christoph Blocher.
Una poltrona che scotta
Con questa non rielezione, la Svizzera si ritrova ora con una carica di procuratore generale ad alto rischio. Nel 2006, il suo predecessore, Valentin Roschacher, aveva rassegnato le dimissioni dopo essere stato al centro di accese critiche in relazione alla gestione dell’affare Holenweger e al conflitto aperto con il consigliere federale Christoph Blocher.
Prima di lui, Carla del Ponte – che in seguito ha assunto la carica di procuratrice generale presso il Tribunale penale internazionale e di ambasciatrice della Svizzera in Argentina – era stata a sua volta rimproverata per mancanza di risultati.
È un problema a cui sia i procuratori della Confederazione che quelli dei cantoni sono costantemente confrontati. A più riprese, infatti, dossier particolarmente mediatizzati, che hanno causato un enorme dispiego di tempo e risorse, si sono conclusi con l’abbandono, con l’assoluzione o con pene molto miti. È il classico caso della montagna che partorisce il topolino.
Trovare un successore
Con Erwin Beyeler fuori gioco, la commissione giudiziaria del parlamento è ora chiamata a trovare un altro candidato per il posto di procuratore generale federale.
Prossimamente verrà aperta una procedura di assunzione pubblica al fine di permettere ai parlamentari l’elezione del successore di Beyeler durante la prossima sessione autunnale. Chi prenderà il suo testimone entrerà in carica il 1° gennaio 2012.
Spetterà a quest’ultimo l’arduo compito di ridare una certa serenità al Ministero pubblico della Confederazione. «La decisione di oggi, presa per ragioni di ordine puramente politico e che non hanno nulla a che vedere con la persona del signor Beyeler, è più che mai deplorevole visto che mina un’istituzione la cui legittimità dovrebbe essere rafforzata anziché indebolita», ha sottolineato il parlamentare liberale ginevrino Christian Lüscher.
È iniziata la caccia alla perla rara…
Ha raccolto il testimone di Valentin Roschacher nell’estate 2007.
Il 59enne sciaffusano, membro del Partito liberale radicale (PLR) e autore di romanzi polizieschi, ha ereditato dal suo predecessore due scottanti dossier: i casi Holenweger e Hells Angels.
Durante il suo mandato, Beyeler ha dovuto gestire la fusione del Ministero pubblico della Confederazione e l’Ufficio dei giudici istruttori federali, nonché la messa in opera di una nuova autorità di sorveglianza del MPC.
Ha un dottorato in diritto e ha iniziato la carriera esercitando la professione di avvocato. Ha rivestito in seguito le cariche di comandante della polizia municipale e cantonale di Sciaffusa,
vicecomandante della cantonale zurighese, capo della polizia giudiziaria federale e procuratore generale del canton San Gallo.
(fonte: Agenzia telegrafica svizzera)
In Svizzera, la maggior parte delle procedure penali sottostanno alle varie autorità giudiziarie cantonali. Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) persegue invece reati diretti
contro la Confederazione quali il terrorismo, la falsificazione di denaro, lo spionaggio, la corruzione, il riciclaggio di denaro sporco e la criminalità internazionale organizzata ed economica.
L’MPC è stato istituito nel 1848, nel momento in cui è nato lo Stato federale.
Al momento impiega 150 collaboratori. La sede centrale si trova a Berna, altre sedi sono ubicate a Losanna, Lugano e Zurigo.
Per le sue inchieste, l’MPC si avvale in particolare della polizia giudiziaria federale e dell’Ufficio federale di polizia. Le cause penale sono giudicate dal Tribunale penale di Bellinzona o dal Tribunale federale di Losanna in caso di ricorso.
(traduzione dal francese, Luca Beti)
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