La Svizzera fa la corte alla banca dati “Prüm”
Il governo svizzero ha manifestato interesse nei confronti di una futura collaborazione con la banca dati relativi a DNA, impronte digitali "Prüm". Questa futura cooperazione dovrebbe favorire le indagini internazionali.
La banca dati “Prüm” è un ottimo strumento per contrastare la criminalità, così si è espressa lunedì Eva Zwahlen della polizia federale (fedpol).
Il Consiglio federale ha incaricato quindi l’Ufficio federale di polizia di analizzare le conseguenze di questa cooperazione prevista nell’ambito del trattato di Prüm, con il quale i paesi firmatari vogliono contrastare il terrorismo, la criminalità transfrontaliera e la migrazione illegale. Un rapporto sui risultati di questa analisi dovrebbe essere presentato entro la fine dell’anno.
Il trattato di Prüm rappresenta un ulteriore passo verso una maggiore collaborazione tra le diverse polizie europee dopo la firma dell’accordo di Schengen. Finora è stato sottoscritto da 14 paesi.
Nella banca dati sono conservati i campioni biologici (DNA) e le impronte digitali di persone condannate o indagate oppure delle tracce rilevate dalla polizia scientifica sulla scena del delitto.
swissinfo.ch e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.