Svizzera bacchettata sui diritti umani
Gli esperti del comitato dei diritti economici, sociali e culturali delle Nazioni Unite si sono detti inquieti per il persistere delle discriminazioni in Svizzera. A preoccupare è soprattutto la situazione di migranti, donne, Rom e lavoratori poveri.
Il comitato si rammarica per l’assenza in Svizzera di un’istituzione nazionale dei diritti dell’uomo e di una legislazione contro la discriminazione su tutto il territorio.
I 18 esperti rilevano in particolare che i gruppi quali i migranti, i clandestini e gli handicappati continuano ad essere oggetto di discriminazioni. In ambito lavorativo, sottolineano, persistono poi disparità salariali tra uomini e donne.
Il comitato raccomanda inoltre alla Svizzera di lottare contro la violenza sulle donne. Per questo andrebbe «criminalizzata la violenza domestica e adottata una legislazione specifica», indica il loro rapporto.
A trovarsi nella situazione più difficile sono le donne migranti: per timore di perdere il loro permesso di soggiorno continuano a subire violenze tra le mura di casa senza reagire. Tutt’altro che semplice è pure la condizione dei richiedenti l’asilo, «costretti a vivere in bunker nucleari sotterranei».
Nell’occhio del ciclone in Francia e in Italia, i Rom che si trovano in Svizzera dovrebbero poter beneficiare di misure a promozione della loro cultura, auspicano gli esperti. I cantoni sono dal canto loro incoraggiati a «creare un numero adeguato di siti a corto e a lungo termine» per accogliere le carovane itineranti.
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