Iniziativa espulsione: no del PBD
I delegati del Partito borghese democratico (PBD) hanno respinto all'unanimità l'iniziativa popolare dell'UDC per l'espulsione dei criminali stranieri in votazione il prossimo 28 novembre, preferendole il controprogetto. Respinta all'unanimità anche l'iniziativa socialista per imposte eque.
I delegati del PBD, riuniti a Wallisellen nel canton Zurigo per la loro sesta assemblea, non hanno avuto dubbi ed hanno appoggiato senza riserve la posizione della loro consigliera federale, Eveline Widmer-Schlumpf, che in merito all’espulsione degli stranieri criminali si batte in favore del controprogetto proposto dal parlamento.
Il controprogetto è più completo e coerente dell’iniziativa democentrista, ha sostenuto Widmer-Schlumpf. Per la ministra della giustizia, infatti, esso ingloba tutti i reati gravi e non si limita a un catalogo aleatorio. «Permettendo che i casi continuino ad essere esaminati singolarmente, il controprogetto è più sfumato», ha dichiarato la consigliera federale del PBD.
Nel suo discorso, la ministra ha anche sottolineato che «la maggioranza dei circa 1,7 milioni di stranieri che vivono in Svizzera si comporta in modo assolutamente corretto». È tuttavia vero che la proporzione di stranieri condannati è troppo alta rispetto a quella degli svizzeri. «Le persone che sono venute da noi da un altro paese non devono violare impunemente il nostro diritto, le conseguenze devono essere chiare e senza equivoci», ha proseguito la consigliera federale.
Altrettanto chiaro è stato il no dei delegati all’iniziativa fiscale socialista, l’altro tema sottoposto al giudizio popolare a fine novembre. L’iniziativa ha un «fascino pericoloso», quello di poter tassare di più i ricchi per sgravare la classe media, ma in realtà danneggia i cantoni, aumenta le imposte per tutti e indebolisce la posizione della Svizzera, ha sostenuto il consigliere nazionale glaronese Martin Landolt. A farne le spese sarebbe a suo avviso proprio la classe media.
Quella di sabato 30 ottobre 2010 era la sesta assemblea dei delegati del PBD svizzero, costituito come partito nazionale quasi esattamente due anni fa, il primo novembre 2008. Allora le sezioni cantonali erano tre: Grigioni, Berna e Glarona. Ora sono già 14 ed è prossima la fondazione di una sezione vodese, si è rallegrato il presidente del partito, il consigliere nazionale bernese Hans Grunder, nel discorso di apertura. Il partito sarà così in grado, alle federali del 2011, di scendere in lizza nelle battaglie elettorali per un buon 80% dei seggi della camera bassa. «L’obiettivo era di potersi presentare nella metà dei cantoni, ed è stato ampiamente raggiunto», ha detto Grunder.
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