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Affitti sganciati dall’evoluzione dei tassi ipotecari

La revisione parziale del diritto locativo dovrebbero servire da controprogetto all'iniziativa dell'Associazione svizzera degli inquilini «Per delle pigioni corrette» Keystone Archive

Il Consiglio degli Stati ha approvato martedì la modifica nel quadro della revisione parziale del diritto locativo.

Nuove regole dovranno disciplinare in futuro il rapporto proprietario-inquilini. Seguendo il Consiglio nazionale la Camera alta ha approvato un nuovo meccanismo per definire gli aumenti massimi degli affitti. Questi potranno essere ritoccati al massimo una volta l’anno in base all’andamento dell’inflazione. I senatori hanno tuttavia optato per un’indicizzazione completa e non limitata all’80 percento, come deciso dal Nazionale che aveva fatto proprio il progetto di revisione elaborato dal governo.

Un’altra importante divergenza tra le due Camere riguarda la funzione della pigione di paragone. Per gli Stati questo parametro servirà per stabilire il carattere abusivo di un affitto, il quale sarà considerato tale se supera del 15 percento il prezzo richiesto per spazi abitativi simili per luogo, superficie, condizioni ed anno di costruzione. Una verifica sulla correttezza della pigione che l’inquilino potrà richiedere ogni cinque anni. Il Nazionale intendeva utilizzare invece la pigione di paragone quale base per consentire un eventuale adattamento dell’affitto ogni quattro anni se questo risultasse inferiore ai valori di mercato, un meccanismo in alternativa all’indicizzazione.

La variante del Nazionale e quindi del governo è stata difesa dal ministro dell’economia. “In questo settore non vi sono soluzioni soddisfacenti, ma soluzioni accettabili a livello politico e sul piano dell’equità”, ha rammentato Pascal Couchepin, invitando i senatori a schierarsi in favore della soluzione di compromesso elaborata dal Consiglio federale.

Un appello alla moderazione è riuscito a contenere ancora entro certi limiti le modifiche in favore dei proprietari adottata dai senatori. Il Consiglio degli Stati ha così bocciato la proposta del radicale-democratico svittese Toni Dettling (presidente dell’Associazione svizzera dei proprietari di case) in base alla quale dopo un periodo di moratoria di due anni dalla conclusione del contratto d’affitto le pigioni avrebbero potuto essere aumentate fino al 4 percento ogni anno.

Una soluzione che avrebbe snaturato completamente gli obiettivi della riforma. La revisione parziale del diritto locativo, che verrà conclusa mercoledì dal plenum, è infatti stata messa a punto quale controprogetto indiretto all’iniziativa popolare “per pigioni corrette”. Lanciata dalle associazioni degli inquilini, l’iniziativa chiede il mantenimento dell’attuale sistema ma con un tasso ipotecario di riferimento pari alla media dei 5 anni precedenti, in modo da attenuare brusche ripercussioni sugli affitti.

Luca Hoderas

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