Forum di Crans-Montana: la lotta alla povertà non è solo una questione di commercio
La lotta alla povertà nei paesi in via di sviluppo non è solo una questione legata al commercio. È quanto è emerso dal dibattito presieduto dal ministro elvetico dell'economia, Pascal Couchepin, al forum di Crans-Montana.
Durante l’apertura dell’incontro, il consigliere federale svizzero ha accennato al dibattito appassionato che suscita il tema legato alla mondializzazione dell’economia. «Taluni paesi sono disposti ad accettare tutte le riforme loro richieste pur di avere accesso all’Organiz7zazione mondiale del commercio Omc. Mentre nei paesi industrializzati, forti movimenti di contestazione si oppongono a questa tendenza».
Mike Moore, direttore dell’Omc, ha ricordato che l’organizzazione che presiede non ha inventato il fenomeno della globalizzazione. Il fallimento dei negoziati di Seattle, secondo Moore, non è da ascrivere alle manifestazioni di protesta, ma ai disaccordi sorti tra le nazioni desiderose di preservare i diversi interessi nazionali.
Se l’Omc fosse amico dei paesi poveri vi sarebbe sicuramente un minor numero di manifestazioni, ha invece sostenuto il principe Norodom Ranariddh, presidente del parlamento cambogiano. Egli ha ricordato che la mondializzazione favorisce soprattutto i paesi ricchi.
La crescita economica costituisce un buon rimedio contro la povertà, ma il commercio non è una panacea a tutti i mali, ha dichiarato il consigliere economico del presidente americano Bill Clinton, Robert Lawrence. La salute economica dei paesi del terzo mondo si basa anche su altri pilastri di grande importanza, quali la stabilità politica e l’educazione.
A queste esigenze si deve aggiungere il fardello rappresentato dal debito estero: «La comunità internazionale deve ridurlo, e se possibile annullarlo», ha sottolineato il presidente del parlamento cambogiano. Un punto di vista non condiviso dal consigliere federale Pascal Couchepin, il quale sostiene che l’annullamento del debito nuocerebbe alla credibilità dei paesi debitori.
Da più parti è stato sottolineato inoltre che la prima e vera preoccupazione dei paesi più poveri è quella di attirare gli investitori stranieri. Il tema era già stato sollevato dalle delegazioni africane merco ledì in occasione dell’apertura del forum.
Petar Stoyanov, presidente bulgaro, ha condiviso le medesime preoccupazioni: «Per aprire i Balcani al mondo e avviare il Patto di stabilità abbiamo bisogno di infrastrutture moderne», ha spiegato.
I responsabili politici ed economici dei diversi paesi presenti a Crans-Montana si confronteranno su altri temi sino a domenica. Africa, Balcani e Libia costituiscono gli assi portanti di questa 11.esima edizione. Sabato il consigliere federale Joseph Deiss è atteso per presiedere un incontro sulla risoluzione dei conflitti.
swissinfo e agenzie
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