I campi magnetici frenano la crescita del muschio
I campi magnetici hanno un'influenza sulla crescita di alcuni organismi. Ricercatori dell'Università e del Politecnico di Losanna lo hanno mostrato grazie ad esperimenti condotti su un muschio.
Gli scienziati, che hanno collaborato con il Politecnico di Torino, hanno studiato questa pianta perché ne conoscono la mappa genetica. Il muschio è stato sottoposto a un campo magnetico di 50 Hz, frequenza che corrisponde a quella delle linee di altatensione.
“Il lavoro è particolarmente interessante perché l’influenza dei campi magnetici sui vegetali è stata poco studiata sino ad ora”, hanno precisato i ricercatori. Nel corso di un anno sono state compiute varie esperienze che hanno mostrato un arresto della crescita quando la pianta è sottoposta a un campo relativamente intenso.
Il muschio smette di crescere in un campo magnetico dieci volte più forte di quello che le direttive internazionali – che emanano dall’International commission for non ionizing radiation protection- prevedono per la protezione della popolazione (0,1 mT).
“Abbiamo osservato un rallentamento della crescita già per livelli di radiazioni cinque volte superiori a questo limite”, hanno aggiunto gli scienziati.
Questi risultati non permettono di concludere che i campi elettromagnetici siano realmente nocivi per gli esseri viventi che subiscono le radiazioni provenienti per esempio dall’alta tensione, da antenne radiotelevisive o per la telefonia mobile. Per questo i ricercatori continuano i loro lavori che in una prossima fase utilizzerannno un verme come organismo modello.
swissinfo e agenzie
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