I sindacati verso una casa comune
I due più grandi sindacati svizzeri, SEI e FMLO, intendono intensificare la collaborazione avviata nel 1996. È quanto hanno deciso venerdì i congressi delle due federazioni riuniti a Lucerna e a Friborgo.
Il congresso del sindacato della costruzione e dei servizi FLMO, che si tiene a Friborgo, ha approvato con 188 voti contro 23 il progetto di “casa sindacale” comune con il SEI. Si tratta di una stretta collaborazione che potrebbe sfociare tra qualche anno nella fusione tra le due federazioni.
Nata dall’indicazione di un precedente congresso del 1996, l’idea di creare un sindacato interprofessionale era sorta per tentare di far fronte ai cambiamenti, imposti dalla globalizzazione, intervenuti nel corso degli ultimi dieci anni sul mercato del lavoro. Tali cambiamenti – maggiore mobilità sul posto di lavoro e nella professione – hanno finito per indebolire la forza dei sindacati e il loro potere di influire nell’economia e nella società. Il comitato direttivo della FLMO si è messo dunque all’opera in questa direzione, avviando numerosi progetti comuni con il SEI e preparando il documento sottoposto ora al compresso.
“La cooperazione si deve imparare”. Questa esortazione del segretario centrale della FLMO André Daguet ai 233 delegati presenti a Friborgo, ben riassume le due esigenze poste sotto il profilo programmatico dal progetto di sindacato interprofessionale da realizzare insieme con il SEI. Da un lato c’è infatti la necessità di conseguire, mediante “la formazione della fiducia reciproca”, l’integrazione dei diversi stili e culture delle due federazioni sindacali FLMO e SEI.
Dall’altro lato, la necessità di non precipitare la realizzazione del processo, consapevoli che, fermi restando gli obiettivi finali, l’avvicinamento tra le due federazioni dev’essere graduale e richiede tempi lunghi. Ma questa consapevolezza della gradualità del progetto non è stata però recepita pienamente da tutti i delegati. Non sono mancati infatti coloro (rappresentanti delle regioni Svizzera nord-orientale e nord-occidentale e del gruppo dei lavoratori stranieri) che hanno chiesto che il progetto di un sindacato interprofessionale venga sviluppato il più rapidamente possibile.
Nello stesso tempo, il dibattito ha registrato anche una sorpresa di segno contrario: quella dei 15 delegati della regione giurassiana che hanno tentato, capeggiati da un combattivo portavoce, di capovolgere la loro precedente posizione favorevole al progetto di sindacato interprofessionale. Per la precisione hanno chiesto che si soprassedesse a questa scelta, propendendo per la creazione di un “sindacato del terziario” da costituire con la fusione dell’Unia e della FCTA.
Sul dibattito hanno tuttavia pesato le remore e i timori di alcune regioni, con il Ticino in prima linea, circa il mantenimento dei posti di lavoro. Alla fine, almeno su questo punto, il Ticino – che era chiaramente contrario alla creazione di un sindacato interprofessionale – è riuscito ad ottenere una garanzia di principio.
A Lucerna, anche i delegati del Sindacato edilizia e industria (SEI) hanno accolto dopo una discussione di parecchie ore, la mozione della direzione centrale con 158 voti contro 33. Nel SEI è l’ala sinistra che ha avanzato dei dubbi sull’opportunità di una stretta collaborazione del SEI, più propenso allo scontro con il padronato, con la più moderata FLMO, chiedendo una pausa di riflessione di un anno. Ma il congresso ha respinto la mozione dell’opposizione.
Silvano De Pietro
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.