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Democrazia diretta in Svizzera

I sogni e i desideri non hanno età

L'attrice Stephanie Glaser con la regista Bettina Oberli. Fotofestival/Pedrazzini

Se non è stato possibile prima, vivere il proprio sogno al crepuscolo della vita è come conciliare quelle parti di sé che lungo il cammino dell'esistenza se ne sono state, in un angolo del cuore, silenziose.

Il film svizzero di Bettina Oberli – “Die Herbstzeitlosen” – è dedicato alla dimensione dei desideri che si scontra con le tradizioni conservatrici e perbeniste di un piccolo villaggio dell’Emmental.

Proiettato venerdì 4 agosto in Piazza Grande, il lungometraggio – applauditissimo – rende omaggio alle grandi signore del cinema svizzero, prima fra tutte l’attrice protagonista Stephanie Glaser.

Nel film è Martha, una vedova e madre del pastore del paesino che, dopo aver a lungo represso i propri desideri, decide nella sua vecchiaia di realizzare il sogno della sua vita: trasformare la sua vecchia drogheria in un negozio di intimo che scombussolerà la vita del paese.

La forza del desiderio

Le vite di Martha e delle altre – Frieda, Hanni e Lizzi – si intrecciano nella trama fitta dei desideri sopiti, che nell’ultima stagione della vita lasciano i segreti fondali delle rimozioni per emergere, venire a galla vividi e chiari per essere finalmente realizzati.

Martha riscopre il talento di sarta di biancheria intima e apre il negozio “Le Petit Paris”. Hanni impara finalmente a guidare l’auto per essere indipendente dal figlio che vuole ricoverare il padre malato in una casa per anziani e vendere la fattoria. Frieda, elegante e un tantino altezzosa, si lancia sulle autostrade dell’informazione e riscopre la voglia di amare.

Mentre Lizzi – che ha sempre solo sognato l’America e che ha sempre solo sognato di esserci andata – non farà questo salto perché un arresto cardiaco spegnerà la sua vita. Eppure è proprio grazie a lei – che incarna la forza propulsiva e trasgressiva del desiderio – che Martha si appropria dei propri sogni. E, dopo di lei, anche Frieda e Hanni.

“Volevo fare un film – spiega a swissinfo Bettina Oberli – sulle donne anziane, che vivono più a lungo degli uomini. Volevo scoprire che cosa fa una donna quando, ad un certo punto della sua vita, ha tutto il tempo per sé”.

La doppia morale

Il film mette in luce i rapporti interpersonali tra donne, fortemente condizionati da regole di convivenza conservatrici e piccolo borghesi ma abbastanza forti per trasformarsi, al momento della resa – ossia della rinuncia al progetto del negozio di biancheria intima – in un legame di complicità e di solidarietà.

Così sincero e forte che supera gli ostacoli e la meschinità per sostenere l’avversato e “scandaloso” progetto ormai diventato realtà. “Il messaggio di questo film – conferma Bettina Oberli – è proprio questo: la realizzazione dei desideri non conosce età”.

“Die Herbstzeitlosen” entra anche nelle dinamiche più sottili della morale, dei giochi di potere, delle ambizioni. Il pastore, che critica così severamente la madre quasi nel nome di Dio, ha un’amante.

Il leader populista e conservatore del villaggio, in cerca di voti nel nome dei valori tradizionali della Patria, vuole costringere i suoi genitori a lasciare la fattoria a cui hanno dato la vita.

L’uno e l’altro rappresentano il doppio e ambiguo volto del potere: predicare bene e razzolare male. Pontificare sui valori, ma fare i propri affari, siano essi sentimentali o materiali.

Piccolo affresco di realtà quotidiane

Il lungometraggio di Bettina Oberli, che all’incontro con la stampa si è presentata radiosa con il suo pancione di futura mamma, ci parla di realtà molto svizzere e molte concrete. Sebbene nel film il nome del partito sia un altro, è ovvio che il politico del villaggio rappresenta i valori dell’Unione democratica di centro (UDC).

“In villaggi piccoli come quello di cui parlo – afferma la regista – l’UDC è sovente l’unico partito. E, non essendoci alternative, condiziona molto la vita e le scelte della gente. Spesso i valori veicolati sono conservatori, chiusi e un po’ bigotti”.

In queste realtà anche i rapporti familiari rispecchiano i ruoli tradizionali: quelli della donna che deve ascoltare il figlio e seguire il marito, senza una propria autonomia. Scardinare queste regole è dunque un atto altamente trasgressivo. E un percorso che non si compie senza lotte, cominciando dall’affermazione di se come persona. Indipendentemente dalla stagione della vita.

“Mi sembrava bello – dice la regista – mostrare che sovente i vecchi sono più giovani dei loro figli. L’età dona una certa libertà. Finalmente si realizzano progetti tanto desiderati, trasgredendo le convenzioni”.

Divertente, ironico, ma non veramente innovativo – ricorda per molti aspetti film come “Chocolat”, “Calendar Girls” oppure “Les petites fugues” – il lungometraggio è molto gradevole. E, attaccando il perbenismo svizzero e l’ipocrisia, si propone come una satira sociale pungente.

swissinfo, Francoise Gehring, Locarno

La regista Bettina Oberli è nata nel 1972 a Interlaken. E’ cresciuta in Svizzera ma ha esordito a New York come assistente scenografa.

Nel 1997 si diploma alla scuola superiore di arte e design di Zurigo. Si dedica alla scrittura e alla realizzazione del suo primo cortometraggio, “Supernova”.

Girato in svizzero tedesco (sottotitolato in francese e in inglese), il film – presentato in prima mondiale in Piazza Grande a Locarno – sarà veicolato in Svizzera da “Buena Vista”, uno dei più grandi distributori.

Nel 2002 Bettina Oberli ha presentato a Locarno “Ibiza”
Il suo primo lungometraggio – “Im Nordwind” – risale al 2004
Il film “Die Herbstzeitlosen” uscirà nella sale della Svizzera tedesca il 5 ottobre

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