Improbabili i risarcimenti Sulzer per le protesi difettose
Sulzer Medica non ritiene infatti che vi sia una base per la richiesta di "risarcimenti punitivi" negli USA in relazione al richiamo di protesi difettose.
Per Sulzer Medica non possono essere decisi risarcimenti punitivi (Punitive Damages) dal momento che la sua filiale Sulzer Orthopedics ha avviato rapidamente le ricerche e ha deciso senza indugio di richiamare le protesi difettose. È evidente quindi che tali indennizzi nei processi contro Sulzer Orthopedics non sono giustificati, perlomeno non in base ai criteri previsti dal diritto americano, indica mercoledì in una nota l’avvocato di Sulzer Orthopedics.
Per comportamenti irresponsabili negli USA sono previsti “Punitive Damages” oltre al risarcimento dei danni. Le protesi difettose presentavano residui di lubrificante, che ne impedivano il corretto impianto nelle ossa. I pazienti si lamentavano di dolori alle gambe, infezioni e difficoltà di movimento. Finora 850 di essi sono stati sottoposti a un nuovo intervento chirurgico per la sostituzione dell’impianto.
Lo scorso dicembre, Sulzer Orthopedics aveva richiamato 25 000 anche artificiali negli USA in seguito all’accertamento di residui di lubrificanti sulle protesi prodotte a partire dall’ottobre 1999 che impedivano il corretto decorso post-operatorio. Sulzer Orthopedics ha in seguito modificato i procedimenti di pulizia delle sue protesi.
Per la vicenda delle anche difettose il gruppo zurighese fronteggia diverse cause: circa 17 500 delle anche richiamate sono già state impiantate. Un numero imprecisato di americani portatori di anche artificiali difettose ha presentato denunce individuali e collettive contro il fabbricante. Sulzer ha indicato che la sua assicurazione responsabilità civile basterà per coprire i costi legati a denunce e nuove operazioni.
Altri costi legati al richiamo delle protesi e non assicurati saranno più che coperti grazie a un provento straordinario di 32 milioni di dollari. I soldi sono il frutto di una transazione extragiudiziale negli USA riguardante la filiale Sulzer Spine-Tech, transazione annunciata in gennaio e di cui non sono stati forniti i particolari.
Le protesi incriminate sono state vendute per il 90 per cento negli Stati Uniti, il resto in Giappone, Canada e Australia. Il problema non riguarda le anche fabbricate in Svizzera.
swissinfo e agenzie
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