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Informatico, mestiere con un futuro in Svizzera

In Svizzera scarseggiano gli specialisti di informatica, ma la situazione non è così drammatica come molti affermano. Entro il 2004, il fabbisogno sarà coperto grazie alla formazione professionale indigena. (foto: programma informatico per la geografia)


In sintesi è quanto ha indicato venerdì a Berna Hans Sieber, direttore dell’Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia (UFFT).

La Svizzera, assieme alla Svezia e gli Stati Uniti, è uno dei tre paesi in cui la parte del settore delle informazioni e delle telecomunicazioni supera il 7 percento del prodotto interno lordo (Pil). La domanda annua di professionisti in tali campi di attività ammonta a 8 400 impieghi, secondo le stime dell’UFFT.

Visti gli aumenti degli iscritti in vari tipi di formazione professionale e le nuove possibilità di studio, il numero degli specialisti diplomati dovrebbe passare dai 5 650 di quest’anno a 8 650 nel 2004, ha detto Hans Sieber.

Nel 1994, 75 giovani avevano scelto l’apprendistato in informatica. Nell’anno scolastico 1999/2000, ossia a cinque anni dal lancio del nuovo corso di formazione, il loro numero è salito a 1 600. Secondo l’UFFT, nel 2003 saranno conclusi da 3 000 a 5 000 nuovi contratti d’apprendistato.

Una tendenza simile è rilevata per le scuole universitarie professionali. Il numero dei percorsi di formazione è in aumento e quello delle nuove iscrizioni è passato da 400 a 1 000 circa tra il 1997 e il 1999. Non bisogna poi dimenticare i circa 2 000 specialisti usciti da una formazione professionale superiore che entrano annualmente sul mercato del lavoro.

L’UFFT mira anche a programmi di promozione puntuale per favorire ad esempio formazioni post universitarie. Sono esaminate anche misure di riqualifica professionale per disoccupati e per le donne, che se negli USA e in Gran Bretagna costituiscono il 40-50 percento degli occupati del settore, in Svizzera rappresentano solo il 10 percento del totale.

Dieter Grossen, dell’Ufficio federale degli stranieri (UFDS), ha sottolineato che al suo ufficio giungono mensilmente tra 150 e 200 richieste di permessi per informatici stranieri, pari a un terzo del totale delle domande. Il contingente dei permessi annuali è però stato sfruttato solo nella misura di un quarto: vi sono quindi ancora margini di manovra.

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