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Inondazioni: occorre una carta dei potenziali pericoli contro le piene

Berna, il 15 maggio dell'anno scorso: il quartiere della Matte venne allagato dall'uscita del fiume Aar. Keystone

L'osservazione idrologica in Svizzera va migliorata. Un certo numero di provvedimenti permetterebbe di fronteggiare meglio nuove piene eccezionali come quelle del maggio '99. È quanto risulta dal rapporto del Dipartimento federale dell'ambiente (DATEC).

Sebbene quella del 1999 sia definita la piena del secolo, «non va dimenticato che potrebbe ripetersi, forse anche in tempi brevi», sottolinea lo studio del DATEC. Vista la quantità d’acqua e i tempi ridotti per farvi fronte, è certamente difficile varare un sistema di protezione soddisfacente – rileva ancora lo studio – ma si possono comunque trarre alcuni insegnamenti.

In particolare occorre mettere a punto carte dei potenziali pericoli, onde reagire correttamente in caso di avvenimenti eccezionali. Il quadro generale della situazione idrologica va migliorato. In questo senso è necessario un rapido aggiornamento dei dati. Secondo il rapporto sono necessarie migliorie anche a livello dell’informazione.

Le piene della primavera 1999 avevano provocato danni diretti per 580 milioni di franchi, inferiori comunque a quelli causati nel 1987 nelle Alpi e nel 1993 in Vallese e nel Ticino. Allora, infatti, contrariamente al 1999, le acque avevano violentemente rotto gli argini. La caratteristica delle piene del 1999 risiede dunque nella loro durata ed estensione. Occorre risalire al 1910 per registrare inondazioni di paragonabili proporzioni.

Le piene registrate tra l’Ascensione e la Pentecoste del 1999 hanno colpito praticamente l’intera Svizzera tedesca, a eccezione dei Grigioni e del Vallese, dove l’acqua non è stata trattenuta nei laghi e dove ha anche piovuto relativamente meno in maggio. Furono provocate da forti e prolungate precipitazioni, associate a un’abbondante sciolta delle nevi, dopo un periodo particolarmente ricco di nevicate.

Conseguenza: i laghi di Brienz, Thun, Sarnen, Zugo, Walenstadt e Costanza raggiunsero il livello più alto del secolo. Portate mai registrate finora sono state misurate sull’Aar (620m³/s a Berna), la Reuss, la Linth, la Limmat e il Reno. Quale misura preventiva, il rapporto propone tra l’altro di ritardare il riempimento dei laghi dopo gli inverni ricchi di neve. Si devono pure elaborare concetti di protezione per i corsi d’acqua, che tengano conto di avvenimenti straordinari.

swissinfo e agenzie

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