L’OCSE chiede più aiuti allo sviluppo elvetici
L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico chiede alla Svizzera di aumentare i propri aiuti, limitando il numero di beneficiari.
Le raccomandazioni sono espresse in un documento della Commissione per l’aiuto allo sviluppo dell’organizzazione, che analizza i progetti elvetici in questo ambito.
Come tutti gli altri membri della Commissione per l’aiuto allo sviluppo, la Svizzera si sottopone regolarmente – ogni quattro o cinque anni – ad una valutazione nazionale riguardante il proprio operato nel settore.
L’analisi è effettuata da funzionari di due altri Paesi membri del Comitato d’aiuto allo sviluppo, in questo caso Norvegia e Nuova Zelanda. Sulla base del rapporto l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha constatato che la Confederazione consacra un «volume insufficiente» agli aiuti pubblici ai Paesi meno sviluppati e a basso reddito.
Limiti di budget
Nel 2004, Berna ha accordato lo 0,41% del proprio prodotto interno lordo (PIL) all’aiuto allo sviluppo, pari a 1,719 miliardi di franchi. L’obbiettivo fissato dall’OCSE è dello 0,7%. La Svizzera dovrà quindi fare di più.
«Se non si tenesse conto della procedura di notifica degli immigranti e dei richiedenti d’asilo, che la Svizzera pratica da un anno, la parte del PIL consacrata all’aiuto pubblico allo sviluppo sarebbe solo dello 0,37% e non dello 0,41%», ha spiegato giovedì sera alla stampa presente a Parigi Walter Fust, capo della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e ambasciatore svizzero presso l’OCSE.
Le spese della Confederazione in ambito di aiuti allo sviluppo sono limitate dal tetto massimo fissato dal Consiglio federale.
«Non abbiamo potuto stabilire delle tappe precise per potere raggiungere l’obbiettivo dello 0,7% fissato dall’OCSE. Abbiamo però fissato una pianificazione su tre anni (2005-2008) che tiene conto dei limiti finanziari decisi dal governo», ha aggiunto Fust.
Ridurre il numero di Paesi
I membri dell’organizzazione hanno raccomandato alla Svizzera di concentrare il numero di Paesi a cui accorda gli aiuti.
«Per ragioni esterne, non vogliamo ridurre il loro numero», ha tuttavia indicato il capo della DSC, precisando che la scelta dei Paesi in questione dipende da una decisione politica.
I risultati dell’analisi, attualmente ancora allo stato di bozza, sfoceranno in un rapporto finale contenente constatazioni e raccomandazioni all’indirizzo della Svizzera, che sarà finalizzato nei prossimi giorni.
swissinfo e agenzie
Nel 2002, la Svizzera ha deciso di aumentare i propri aiuti allo sviluppo dallo 0,37% allo 0,41% del proprio prodotto interno lordo
Questo aumento è in parte dovuto al conteggio dei costi di presa a carico dei rifugiati. Un «artificio» contabile, secondo le organizzazioni non governative
Nel 1970, l’ONU ha previsto che lo 0,7% del prodotto interno lordo statale sia consacrato all’aiuto allo sviluppo
Per il momento solo 5 Paesi hanno raggiunto questo obbiettivo: Danimarca, Lussmburgo, Norvegia, Svezia e Olanda
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