L’UDC definisce la sua visione della politica sociale
Garantire le opere sociali, nel rispetto dei valori borghesi e contando sulla responsabilità individuale. Sono i principi adottati dall’assemblea dei delegati dell’Unione Democratica di Centro, riuniti sabato a Altdorf sotto la presidenza di Ueli Maurer.
Il congresso straordinario dell’UDC ha consacrato buona parte delle discussioni alla politica sociale. I delegati, che hanno adottato all’unanimità una serie di principi su questa problematica, hanno incaricato la direzione del partito di mettere in atto una politica conforme a questi principi.
A breve termine, l’UDC si aspetta una riduzione degli oneri sociali, che sono notevolmente aumentati in questi ultimi anni, provocando una perdita di competitività dell’economia svizzera. Inoltre, i centristi rifiutano un pensionamento flessibile a carico dell’AVS e preconizzano l’utilizzazione delle risorse disponibili, come le riserve d’oro della Banca nazionale.
A lungo termine, l’UDC chiede un adattamento delle spese agli introiti e una migliore disciplina finanziaria. D’altro canto, il partito è contrario all’estensione delle opere sociali attuali e chiede vengano combattuti gli abusi, specialmente nel campo delle assicurazioni invalidità e disoccupazione.
L’UDC propone pure di respingere qualsiasi nuova imposta per i prossimi 10 anni, insistendo che bisogna invece sgravare i contribuenti da oneri eccessivi.
I delegati hanno infine rinnovato gli organi dirigenti dell’UDC, riconfermando Ueli Maurer alla presidenza. E come previsto, l’ala blocheriana ha ulteriormente rafforzato la sua influenza sul partito a scapito dei moderati. Nel comitato centrale, di 82 membri, i cantoni di Berna e di Zurigo saranno meno rappresentati per far posto alle nuove sezioni.
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