La ricerca svizzera, con o senza l’Europa?
Euresearch chiede che la Svizzera resti nel programma quadro di ricerca dell'Unione europea. Parte della destra e alcuni ambienti economici non sono d'accordo.
Insieme a personalità del mondo scientifico ed economico, Euresearch lancia una campagna in vista del dibattito parlamentare che deciderà se rinnovare o no l’adesione al programma.
La Svizzera commetterebbe un grave errore se non rimanesse associata al settimo programma quadro di ricerca e sviluppo (PQRS) dell’Unione europea (Ue). L’ha sostenuto giovedì a Berna un comitato di rappresentanti della scienza e dell’economia.
Ma la partecipazione ha un costo. Nell’ambito del “Settimo programma quadro (2007-2013): Costruire l’Europa della conoscenza” l’Ue ha deciso di accrescere il budget globale del 60% a quota 54 miliardi di euro (84 miliardi di franchi).
Per questo anche la Svizzera deve aumentare la sua partecipazione. Il contributo della Confederazione dal 2007 passerebbe a 340 milioni di franchi, contro i 230 milioni di quest’anno nell’ambito del sesto PQRS.
In autunno, il parlamento deciderà se assumersi questa spesa e associare la Svizzera al PQRS. Rappresentanti della destra e delle piccole e medie imprese hanno già messo in dubbio l’utilità di un nuovo accordo con l’Ue sulla ricerca.
Euresearch teme la posizione della destra e intende promuovere una campagna d’informazione attiva. Rivolgendosi agli ambienti economici, Monica Calisti, del gruppo informatico Whitestein Technologies, ha affermato che l’associazione al sesto PQRS ha sensibilmente facilitato la partecipazione della sua ditta alla ricerca europea.
Una campagna per la ricerca
Grazie ai primi accordi bilaterali, Berna accede a pieno diritto ai programmi di ricerca dell’Ue dal gennaio 2004.
Secondo i partecipanti a una conferenza organizzata da Euresearch, associazione incaricata di promuovere la partecipazione elvetica ai PQRS, la Confederazione ha fatto un buon investimento: i crediti finora versati sono già ritornati in patria quasi al 100%.
Per Eureserach e per la quarantina di personalità della ricerca e dell’economia, che compongono il “comitato ProFP7”, una non adesione al programma sarebbe fatale per la piazza scientifica e per l’economia elvetiche.
Patrick Aebischer, direttore del Politecnico di Losanna, ha spiegato che Berna avrebbe accesso solo ad alcuni aspetti del settimo programma. Inoltre, ha detto Aebischer, l’immagine della Svizzera sarebbe di molto danneggiata se il paese decidesse di non collaborare con l’Ue.
Il direttore di Euresearch, Olivier Küttel, ha ricordato che l’esperienza fatta fin qui è stata molto positiva. “L’associazione al sesto PQRS ha dato un nuovo impulso alla piazza scientifica svizzera, promosso lo scambio di idee e favorito l’innovazione”.
swissinfo e agenzie
La Svizzera partecipa ai programmi di ricerca europea dal 1992.
In un primo tempo la partecipazione si è limitata a dei progetti selezionati. Dal 2004, data dell’entrata in vigore degli accordi bilaterali, la Svizzera ha lo stesso statuto dei membri dell’Unione europea.
Grazie ai bilaterali, la Svizzera può partecipare all’elaborazione del programma e dei progetti che lo compongono. I ricercatori svizzeri sono equiparati a quelli europei.
La Svizzera contribuisce all’attuale Programma quadro di ricerca e sviluppo (PQRS), il sesto, con 230 milioni di franchi per il 2006.
Il settimo PQRS sarà ampliato e la quota richiesta alla Confederazione salirà a 340 milioni di franchi l’anno.
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