Numero stranieri deve rimanere tale da poterli integrare
Lo Stato assumersi la responsabilità di vegliare affinché il numero di stranieri rimanga entro limiti in cui sia ancora possibile integrarli. Lo sostiene la nuova presidente della Commissione federale degli stranieri (CFS) Rosemarie Simmen.
Secondo la neo-presidente presidente della Commissione federale degli stranieri (CFS) Rosemarie Simmen per troppo tempo la politica di immigrazione elvetica è stata condizionata dall’economia. «Quando vedo quanti sforzi e tempo siano necessari per arrivare all’integrazione giungo alla conclusione che è un processo che non può essere effettuato con un numero illimitato di persone», afferma Simmen in riferimento agli stranieri provenienti dai Balcani.
L’ex consigliera agli Stati solettese si rifiuta però categoricamente di avanzare cifre. Un 20
i popolazione straniera che ha radici linguistiche e culturali comuni alle nostre non sono un problema, afferma. Ma senza le opportune conoscenze linguistiche la situazione diventa difficile anche con percentuali molto minori, aggiunge la politica PPD.
«Ci siamo chiesti troppo poco se la gente di cui abbiamo bisogno come forza lavoro è in grado di vivere con noi sul lungo periodo», continua Simmen. Chi sollevava domande in questo senso veniva fortemente criticato: non solo dagli ambienti economici, ma anche da quelle cerchie votate all’apertura che mettevano in dubbio la legittimità stessa di simili perplessità, aggiunge la presidente della CFS. Che dire del caso Emmen, il comune Lucernese in cui le richieste di naturalizzazione presentate da cittadini dell’ex Juogoslavia sono state recentemente bocciate in blocco alle urne? «La votazione è stata l’espresssione dell’indignazione, della paura e della frustrazione», risponde Simmen. «Il popolo non è l’istanza migliore per decidere sulle naturalizzazioni».
Quando il corpo decisionale è troppo grande aumenta il rischio che si giudichi in base ad elementi estranei al tema in questione, aggiunge Simmen, che propone di affidare le naturalizzazioni ad un organo eletto dal popolo. «Chi non è d’accordo con le decisioni prese avrebbe la possibilità di non rieleggerne i membri».
La 62enne Simmenn ha assunto la presidenza della CFS all’inizio di febbraio, succedendo al ticinese Fulvio Caccia, che aveva rassegnato le dimissioni per protesta contro la decisione di far dipendere la commissione dall’Ufficio federale degli stranieri.
swissinfo e agenzie
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