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Occupazione: per la Ilo occorre allargare gli interventi di protezione sociale

Secondo il rapporto dell'Organizzazione internazionale del lavoro i tre quarti dei circa 150 milioni di disoccupati nel mondo sono privi di copertura assicurativa Keystone

Tre quarti dei circa 150 milioni di disoccupati esistenti nel mondo sono privi di copertura assicurativa. L'allarme è stato lanciato dall'Ilo, l'International Labour Office, che si riunisce mercoledì a Ginevra.

Negli Anni Novanta anche i paesi più ricchi hanno ridotto, in Europa come negli Stati Uniti, i loro livelli di protezione contro la disoccupazione. Le indicazioni fatte proprie dall’istituto – che è favorevole ad un ampliamento a tutte le categorie di lavoratori dei diversi paesi delle misure di protezione sociale – sembrano peraltro contrastare su questo punto con quanto affermato dall’ Ocse,l’Organizzazione di cooperazione e di sviluppo economico nel suo rapporto sull’occupazione.

Al contrario dell’Ocse, l’Ilo si sofferma infatti sulla necessità di allargare il regime di assistenza. Il rapporto precisa che «l’impatto positivo dei sistemi di protezione sociale sull’economia è stato spesso trascurato. Potrebbe invece essere potenziato – fa notare l’Ilo – coordinando meglio protezione sociale, mercato del lavoro e politiche contro la povertà».

Società civile e Stato – sottolinea ancora il ‘World Labour Report’ – devono dare «massima priorità alla ricerca dei mezzi più efficaci per estendere a tutti coloro che ancora ne sono privi, e sono la maggioranza, una copertura di protezione sociale, specialmente nei paesi in via di sviluppo».

Da questo punto di vista – rileva il Rapporto – «un’economia efficiente e un efficace sistema di protezione sociale sono ugualmente essenziali per la sicurezza economica e la stabilità sociale». L’Ilo fa riferimento ad alcuni dati relativi in particolare alla situazione dei paesi più poveri, sottolineando che negli ultimi cinque anni è aumentata di circa 200 milioni la quantità di soggetti che vivono in condizioni di povertà estrema, sopratutto nell’Africa subsahariana, in Asia centrale e sudorientale e nell’Europa dell’Est. Oltre a questo, 850 milioni di persone lavorano meno di quanto vorrebbero o guadagnano meno di quanto occorre per la sopravvivenza.

Esaminando la realtà dei paesi industrializzati, l’Ilo rileva peraltro che nell’ambito dell’Ocse la spesa sociale è quasi raddoppiata fra il 1960 ed il 1990, «ma da allora ha rallentato il ritmo di crescita». Molti di questi paesi, fa presente il ‘Report’- in Europa, spendono fra il 20 ed il 30 per cento del Pil in sicurezza sociale, attraverso programmi pensionistici e di assistenza sanitaria.

L’Ilo definisce infine «infondate» le previsioni allarmistiche sui costi della protezione sociale, spiegando che la chiave risolutiva per tutti i progetti di riforma dovrebbe consistere nell’«ammorbidire gli aspetti disincentivanti e sviluppare invece quelli che hanno un impatto positivo sull’ andamento economico».

swissinfo e agenzie

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