Partiti i due Cluster, satelliti con struttura portante “made in Switzerland”
Gli ultimi due satelliti della missione scientifica europea Cluster-II sono stati lanciati mercoledì alle 13.13, ora svizzera, dal poligono russo di Baikonur (Kazakhistan) con un razzo Soyuz/Fregate.
La missione dovrebbe favorire l’acqusizione di nuove conoscenze sull’atmosfera terrestre e sulle sue interazioni con il Sole, come ad esempio il fenomeno dell’aurora boreale.
Altri due Cluster erano stati lanciati il 16 luglio. I primi quattro erano stati distrutti il 4 giugno 1996, a causa dell’esplosione del primo esemplare di Ariane 5.
I Cluster hanno una struttura portante svizzera, progettata e fabbricata dall’azienda zurighese Contraves-Space, affiliata dell’Unaxis (ex Oerlikon-Bührle). Il telaio sostiene tutte le parti del satellite: gli undici strumenti scientifici, i sei serbatoi di carburante per le manovre orbitali e i vari elementi ausiliari. Le componenti provengono da 35 compagnie subappaltarici dei 14 paesi membri dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), riunite nel consorzio Astrium.
Il telaio non è l’unico elemento svizzero. L’International Space Science Institute di Berna ha partecipato infatti alla realizzazione di uno strumento di misurazione e contribuisce all’interpretazione dei risultati delle ricerche. Goetz Paschmann, uno dei direttori dell’istituto bernese, dirige anche un gruppo di ricercatori presso l’istituto Max-Planck per la fisica extraterrestre di Garching, in Germania, che ha messo a punto il congegno EDI (Electron Drift Instrument) installato in ciascun satellite.
L’EDI – ha aggiunto Paschmann – è uno strumento essenziale per lo studio della magnetosfera terrestre, la parte più esterna dell’atmosfera in cui si verificano fenomeni dovuti all’azione del campo magnetico terrestre.
Ma la gamma di ricerche cui i quattro satelliti Cluster (grappolo) sono destinati è ancora più estesa: dallo studio delle tempeste solari alla verifica di una ipotesi alternativa a quella del Big Bang per l’origine dell’Universo, alla comprensione delle aurore boreali e dei disturbi alle radiocomunicazioni, dei danni ai satelliti per telecomunicazioni e dei black out sulle linee elettriche ad alta tensione.
swissinfo e agenzie
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