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Il Presidente della Confederazione ha presentato il rapporto governativo che fissa i 12 obiettivi prioritari per l’attuale legislatura e prevede un miglioramento della situzione finanziaria sino al 2003.

La Svizzera, che secondo Adolf Ogi sta attraversando un buon periodo deve affrontare in questo quadriennio 3 grandi sfide : il processo di integrazione europea, la cooperazione internazionale e la mondializzazione. Le idee centrali contenute nel rapporto e che determineranno la politica del Consiglio federale fino al 2003 sono: corroborare la presenza della Svizzera all’estero, creare le condizioni per fare del paese un polo economico e intellettuale, contribuire allo sviluppo di una «patria dov’è bello vivere».

Secondo il rapporto, l’esperienza degli ultimi anni ha dimostrato che la Svizzera gode di un’invidiabile stabilità politica e sa rigenerarsi. Nel capitolo dedicato alle relazioni internazionali, il testo si dilunga sul tema dell’integrazione della Svizzzera nella grande famiglia delle Nazioni Unite, mentre in termini assai vaghi si accenna alla partecipazione della Svizzera al Processo di intergrazione europea. Berna vuole inoltre aumentare il proprio contributo alla cooperazione internazionale ed allo sviluppo portandolo allo 0,4
el Pil.

A livello economico, il governo intende rafforzare la competitività del paese al fine di creare nuovi posti di lavoro, consapevole che per restare concorrenziali, bisgnerà investire di più nella ricerca e nelle formazione.

A livello politico e sociale, l’esecutivo auspica invece che la Svizzera diventi veramente la patria di tutti i suoi abitanti, ed allo scopo di preservare la coesione nazionale, si intende ottimizzare il sistema delle assicurazioni sociali.

Nel rapporto si parla anche di politica d’asilo, che dovrà essere meno attrattiva, e di politica degli stranieri, per i quali si invocano criteri di ammissione più chiari. Una politica di immigrazione più restrittiva dunque, compensata però da una politica di cittadinanza più aperta, con l’introduzione di procedure di naturalizzazione agevolate, soprattutto per i giovani.

Parte del rapporto è dedicato al piano finanziario per il periodo 2000-2003. Le previsioni sono rosee, ha detto il ministro delle finanze Kaspar Villiger, anche se non si possono escludere eventi imponderabili come la tempesta Lothar. Nel 2001, con un deficit di circa 935 milioni di franchi, l’obiettivo costituzionale di risanamento delle finanze non è comunque più un miraggio. Già nel 2002 i conti dello stato dovrebbero tornare ad essere equilibrati, ha aggiunto Villiger, e potrebbero addirittura registrare una maggiore entrata di 1,7 miliardi nel 2003.

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