Ottavo arresto nel Liechtenstein per riciclaggio di denaro sporco
Un altro fiduciario è stato posto in custodia preventiva giovedì sera nel Liechtenstein, nell'ambito della nota inchiesta antiriciclaggio. L'uomo era stato arrestato martedì sera a Mauren (nel Liechtenstein).
Otto persone sono state finora arrestate: cinque cittadini del Liechtenstein, uno svizzero e due austriaci. Questi ultimi due – un uomo e una donna – sono già stati rilasciati pur rimanendo indagati. Una indagine preliminare è stata aperta anche contro due giudici del principato, fra cui Benedikt Marxer, presidente del Landgericht (tribunale di prima istanza) e fratello del
parlamentare Gabriel Marxer, uno degli arrestati.
Il principe Hans-Adam II del Liechtenstein getta intanto un nuovo pesante macigno nello stagno politico-giudiziario del suo Principato: «Non potevo escludere nulla, neppure che il capo del governo collaborasse con la criminalità organizzata», ha affermato il monarca in una intervista concessa al quotidiano svizzero-tedesco «Blick».
Il principe aveva già sollevato il sospetto contro Mario Frick lo scorso dicembre, in una intervista al locale «Liechtensteiner Volksblatt». Nelle dichiarazioni al giornale di Zurigo, Hans-Adam riafferma che il capo del governo di Vaduz gli aveva tenuto «nascosto per tre anni, sebbene fosse destinato a me» un documento anonimo che era poi servito da base al noto rapporto del servizio segreto tedesco BND. Rapporto da cui è partita l’inchiesta antiriciclaggio attualmente in corso e che ha già portato
all’arresto di otto persone.
Frick aveva allora parlato di un malinteso: poiché il documento era indirizzato «all’ufficio stampa del castello di Vaduz», egli aveva creduto che il principe ne fosse a conoscenza.
Nell’intervista Hans-Adam critica pure la perizia giuridica effettuata dal professore di diritto basilese ed ex consigliere agli Stati radicale René Rhinow per conto del governo di Vaduz. Rhinow «giunge alla conclusione che né la Costituzione attuale, né le proposte della casa regnante, né quelle della commissione costituzionale sono accettabili», afferma il principe e commenta: «Se seguiamo la perizia del professor Rhinow, per me potremmo anche abolire lo stato e diventare un cantone svizzero».
Nella perizia di 160 pagine Rhinow concludeva che le proposte del principe, considerate nel loro insieme, porterebbero all’abbattimento dello stato di diritto democratico, a un aumento di potere della monarchia e a una situazione problematica dal punto di vista del diritto internazionale. Ma il principe sostiene di essere «un convinto democratico», che vuole battersi «per uno stato democratico funzionante, monarchia o no». «La monarchia viene in secondo piano», aggiunge Hans Adam secondo.
Con riferimento all’inchiesta attualmente condotta dal procuratore pubblico straordinario Kurt Spitzer – dalla quale è emerso il possibile coinvolgimento di personaggi di primo piano delprincipato – il principe del Liechtenstein ribadisce di essere disposto a «destituire il governo e indire nuove elezioni» se l’interesse del paese lo richiede, «senza badare alle perdite».
«Se necessario rischio anche la monarchia», dichiara il principe, affermando di essere pronto a lasciare Vaduz per trasferirsi a Vienna, dove possiede il «Palais Liechtenstein».
Riguardo alle accuse formulate nel citato rapporto del BND, Hans- Adam continua a ritenerne false e «addirittura calunniose» «una gran parte»: «Rispetto ad altre oasi fiscali siamo sempre ancora una piazza finanziaria pulita».
Swissinfo e agenzie
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