Imposizione individuale al voto: verso lo stesso regime fiscale per coppie sposate e conviventi?
Svizzera al voto l'8 marzo sull'introduzione dell'imposizione individuale per coppie coniugate. Approvata dal Parlamento, la riforma punta alla fine della penalizzazione fiscale del matrimonio. Chi chiede di votare contro, però, ritiene che la riforma finirebbe per creare nuove disuguaglianze, in particolare per le famiglie di tipo tradizionale.
L’origine del progetto di legge
La Legge federale sull’imposizione individualeCollegamento esterno delle coppie coniugate è un controprogetto indiretto del Governo, in risposta a un’iniziativa popolare lanciata dalle donne del Partito liberale radicale (PLR, destra liberale).
Nel primo semestre 2025, questo controprogetto è stato approvato per un soffio dalle due Camere del Parlamento, con 98 voti a favore e 96 contro al Consiglio nazionale, e 23 pro e 22 contro al Consiglio degli Stati.
In seguito a un infuocato dibattito, una maggioranza formata da Partito socialista, Verdi, PLR e Verdi liberali ha consentito l’approvazione della riforma, alla quale si sono però tenacemente opposti il Centro e l’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice).
È la prima volta in 25 anni, che una proposta in merito all’imposizione individuale è stata accettata dalle Camere federali. Tutti i precedenti tentativi di introdurla erano falliti.
Cosa chiede la riforma?
Le coppie coniugate attualmente pagano le tasse insieme, sulla base di un’unica dichiarazione dei redditi. Entrate e capitale delle due persone vengono sommati. In funzione della ripartizione dei redditi, si tratta di un regime di imposizione fiscale che porta a una tassazione più o meno alta di quella di una coppia non sposata.
La riforma adottata dal Parlamento prevede che le coppie – che siano o meno coniugate – siano invece sottoposte alle stesse regole. In futuro, ognuna delle due persone dovrebbe riempire una dichiarazione fiscale, e pagherebbe le imposte in base a un tasso fisso legato al suo reddito.
Il principio si applicherebbe anche alle tasse cantonali e comunali, e finirebbe quindi per rimpiazzare gli attuali sistemi di deduzione previsti per le coppie coniugate.
Chi ha proposto il referendum?
Due separati referendumCollegamento esterno sono stati depositati contro questo progetto di legge. Da una parte, un’alleanza ha raccolto oltre 65’000 firme contro quella che ha definito “truffa fiscale“. Ne fanno parte diversi partiti conservatori: dal Centro, all’UDC, al Partito evangelico (PEV) e all’Unione democratica federale (UDF), con l’appoggio dell’Unione svizzera dei contadini, nonché di varie associazioni di difesa delle famiglie.
In parallelo, dieci Cantoni hanno promosso un ulteriore referendum. Si tratta di San Gallo, Obvaldo, Vallese, Svitto, Appenzello Interno, Nidvaldo, Turgovia, Uri, Argovia e Appenzello Esterno. Il referendum cantonale è uno strumento di democrazia diretta che è stato introdotto nel 1874 nella Costituzione svizzera, ma è solo la seconda volta nella storia che viene utilizzato con successo.
Quali sono gli argomenti di chi si oppone?
In ambito conservatore, questo progetto di legge viene visto come un attacco alla famiglia di tipo tradizionale. Si sottolinea che a beneficiarne sarebbero principalmente coppie coniugate nelle quali entrambi le persone lavorino con tasso percentuale e reddito simile.
Danneggiate, invece, ne risulterebbero le coppie sposate che abbiano un solo reddito elevato. Il lavoro di cura non retribuito, che nella maggioranza dei casi viene svolto dalle donne, sarebbe penalizzato dal punto di vista fiscale, mentre meriterebbe di essere valorizzato, dice chi è contrario a questa riforma.
Inoltre, sempre secondo chi si oppone alla riforma, l’imposizione individuale finirebbe per generare un “mostro burocratico”. Ci sarebbero 1,7 milioni di dichiarazioni dei redditi in più, e quindi l’aumento di costi e dell’impegno per le amministrazioni fiscali.
Quali sono gli argomenti di chi è a favore?
Le donne del PLR, che sono all’origine del testo, ritengono che si tratti della più importante riforma sull’eguaglianza dei diritti in decenni, perché metterà sullo stesso piano tutte le coppie, a prescindere dalle loro scelte di vita.
Chi sostiene la riforma ritiene che essa incoraggerà le donne a lavorare di più, migliorando sia le loro prospettive di carriera, che la loro previdenza professionale. Elemento questo che favorirebbe anche la lotta alla penuria di manodopera qualificata, un fenomeno che tocca molti settori economici in Svizzera. Il Consiglio federale stima che si potrebbe arrivare a creare fino a 44’000 nuovi posti di lavoro a tempo pieno.
L’attuale sistema fiscale, nel quale le coppie sono tassate insieme, finisce in effetti per penalizzare quante abbiano due stipendi. Generalmente, quello più basso è della donna, dice chi sostiene questa riforma. Si tratta di una delle ragioni in virtù delle quali circa sei donne su dieci, in Svizzera, hanno un impiego a tempo parziale, una cifra quasi record in Europa.
Quale sarebbe il costo fiscale della riforma?
Il tema delle perdite di entrate fiscali per la Confederazione è stato oggetto di negoziazione in Parlamento fra PRL e PS, due partiti che in questo ambito si ritrovano generalmente su fronti contrapposti. La negoziazione si è chiusa con un compromesso che vale 600 milioni di franchi l’anno. Secondo le proiezioni elaborate dall’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC)Collegamento esterno, il 50% dei e delle contribuenti pagherà meno tasse, il 36% le stesse di adesso, e il 14% finirebbe per pagarne di più.
Cosa accadrà, se il referendum sarà sconfitto alle urne?
Nel corso dei dibattiti parlamentari, un’altra iniziativa parlamentare è stata evocata. L’ha lanciata il Centro, con il titolo “Sì a imposte federali eque per le coppie coniugateCollegamento esterno“.
Il testo chiede di inserire nella Costituzione il principio del calcolo d’imposizione comune per l’imposta federale diretta. Per garantire che le coppie coniugate non siano penalizzate, il fisco comparerebbe due modelli, quello dell’imposizione congiunta e quello applicabile a persone non coniugate. E sceglierebbe il calcolo più vantaggioso per la singola coppia.
Il Consiglio federale e il Consiglio nazionale si sono già pronunciati contro questa iniziativa. Prima di un’eventuale votazione popolare, dovrà esprimersi anche il Consiglio degli Stati. A prescindere dal risultato alle urne l’8 marzo, insomma, il dibattito sull’imposizione fiscale delle coppie coniugate è destinato a proseguire.
A cura di Pauline Turuban
Traduzione di Serena Tinari
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