Chiesta più fermezza per lottare contro la criminalità
Il governo svizzero deve prendere misure più severe contro i criminali recidivi e aumentare i controlli alle frontiere. A chiederlo sono diversi cantoni, dopo che l'Ufficio federale di statistica ha rilevato un aumento del 5,5% della criminalità nel 2011.
A crescere sono stati soprattutto i furti (+16%, +29’787) e le infrazioni alla legge sugli stranieri (+10% +2792), mentre i reati contro la vita e l’integrità sessuale sono diminuiti rispettivamente del 7 e 3%. In calo anche il numero di imputati minorenni (-21%), mentre è rimasto stabile quello dei giovani-adulti (18-24).
I dati pubblicati a fine marzo dall’Ufficio federale di statistica (UST) rilevano un aumento significativo della criminalità nei cantoni di confine, come Ginevra, Ticino, Basilea e Vaud, ma anche nei grandi agglomerati come Zurigo e Berna.
Di che mettere in allarme i responsabili dei dipartimenti di giustizia e polizia. In una dichiarazione congiunta, le ministre dei cantoni di Vaud e Ginevra hanno denunciato gli effetti perversi del nuovo Codice di procedura penale, che «rende più difficile la detenzione preventiva e dà l’impressione che in Svizzera ci sia una forma di impunità».
La consigliera di Stato ginevrina Isabel Rochat e la sua collega vodese Jacqueline de Quattro hanno poi invitato il governo svizzero a sostenere maggiormente i cantoni attraverso la firma di accordi di riammissione, volti a semplificare le procedure di espulsione dei criminali stranieri.
«Abbiamo notato che i nostri cantoni sono particolarmente esposti alla criminalità transfrontaliera e ai reati commessi da persone senza un permesso di soggiorno», hanno sottolineato le ministre, accennando al fatto che in Francia le pene sono molto più severe. «Chiediamo alle autorità federali di inasprire le sanzioni. Alcune non sono più adeguate all’evoluzione della criminalità in Svizzera e non hanno più alcun effetto dissuasivo».
Unire le forze
Nel canton Ginevra, che ospita la sede europea delle Nazioni Unite, la criminalità è aumentata del 18% rispetto al 2010, a 72’821 infrazioni. Come per le altre zone del bacino lemanico, Ginevra ha registrato un incremento importante delle rapine (+29%) e dei furti con scasso (+17%), con un picco che a volte ha raggiunto i 50 reati al giorno.
La situazione è analoga anche nel canton Vaud, dove le rapine sono cresciute del 34% e i casi di borseggio del 103%.
Per lottare contro questa recrudescenza della criminalità, i cantoni di Vaud e Ginevra hanno deciso di unire le forze e hanno invitato a una maggiore collaborazione tra polizia e guardie di confine.
La ministra ginevrina Isabel Rochat, esponente del Partito liberale radicale, ha chiesto perfino una correzione degli accordi di Schengen per rafforzare i controlli alle frontiere e lottare così contro la criminalità transfrontaliera e l’entrata illegale di richiedenti l’asilo.
Stranieri… ma non solo
Un’analisi compiuta sul periodo 2008-2011 nel canton Ginevra evidenzia come gli atti delittuosi siano commessi sempre più spesso da cittadini rumeni o nord-africani. Stando alla ministra Isabel Rochat, la polizia ha censito 400 plurirecidivi.
«Oggi siamo di fronte a tre fenomeni», spiega François Schmutz, capo della polizia di Ginevra «Da un lato le bande provenienti dall’Europa dell’Est, e in particolare dalla Romania, responsabili dell’ondata di furti che ha toccato il cantone lo scorso autunno. Dall’altro i giovani rom provenienti dai Balcani e basati a Milano che si spostano tra l’Italia e Parigi per rubare. Sono fenomeni difficili da combattere perché spesso sono implicati dei minorenni e le misure di reinserimento non sono adeguate».
«Infine ci sono i cittadini provenienti dal Nord Africa, entrati illegalmente in Svizzera e attivi soprattutto nel settore della criminalità di strada. Questi gruppi si sono rafforzati con la primavera araba e ora si ritrovano più spesso coinvolti nei furti con scasso».
Resta il fatto che il 78% delle persone che ha violato il Codice penale fa parte della popolazione residente permanente in Svizzera. Tra questi il 63% ha un passaporto elvetico e il 37% possiede un permesso di domicilio o dimora. I richiedenti l’asilo rappresentano il 5,5% del totale, contro il 4,3% del 2010, mentre gli stranieri privi di permesso di soggiorno il 16,5%.
Nel 2011, l’Ufficio federale di statistica ha rilevato 692’954 reati, in crescita del 5,5% rispetto al 2010 e del 2,5% rispetto all’anno precedente.
L’81% dei reati registrati riguarda una violazione del Codice penale, il 13% della legge sugli stupefacenti, il 5% della legge sugli stranieri e l’1% è legato ad altre leggi federali.
L’aumento concerne soprattutto i furti (+16%, +29’787), mentre i reati contro la vita e l’integrità sessuale sono calati rispettivamente del 7% (-1842) e del 3% (-200).
In aumento anche le denunce per violazione della legge sugli stupefacenti (+2%, +2038) e della legge sugli stranieri (+10% +2792).
(Fonte: Ufficio federale di statistica)
I 5 cantoni con il maggior tasso di criminalità, per 1’000 abitanti
Ginevra 159,1
Basilea Città 119,2
Vaud 98,7
Neuchâtel 85,2
Zurigo 77,9
Per città
Ginevra 217
Losanna 189,5
Berna 172
Zurigo 138,9
Basilea 119,2
In coda alla classifica:
Appenzello Interno 23,3
Uri 25,9
Nidwaldo 28,3
(Traduzione dall’inglese)
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