Rappaz: l’ospedale si oppone all’alimentazione forzata
L'ospedale universitario di Ginevra (HUG) ha inoltrato martedì un ricorso presso il Tribunale federale contro l'ordine di alimentare con la forza Bernard Rappaz, il canapaio in sciopero della fame da oramai tre mesi.
Il ricorso al Tribunale federale, la più alta istanza giuridica in Svizzera, è stato presentato a nome del medico responsabile dell’unità carceraria del HUG, dove Rappaz è ricoverato dal 21 ottobre.
Il dottor Hans Wolff – ha precisato nel corso di una conferenza stampa il direttore dell’ospedale Bernard Gruson – gode dell’appoggio «totale» dell’ospedale.
Il rifiuto di procedere all’alimentazione forzata di Rappaz – ha rammentato il direttore – «è basato sul rispetto della legislazione cantonale, federale e internazionale e sull’obbligo assoluto impartito al personale sanitario di rispettare le decisioni di un paziente capace di discernimento», indipendentemente dalla sua condizione di detenuto.
Il dottor Wolff ha spiegato che l’alimentazione forzata è «medicalmente inapplicabile» a causa della violenza necessaria alla sua attuazione.
Il ricorso dell’ospedale non deve essere inteso come un «atto di sfida» nei riguardi delle autorità giudiziaria, ma al contrario «come la dimostrazione di un rispetto assoluto dei principi fondamentali della legislazione svizzera e dei diritti umani», ha sottolineato Michel Halperin, avvocato del medico.
L’ordine di nutrire il canapaio con la forza è stato impartito dal Dipartimento della sicurezza e dal Tribunale del canton Vallese, sulla base di una decisione del Tribunale federale dello scorso agosto.
L’avvocato del canapaio, Aba Neeman, ha presentato dal canto suo una nuova domanda d’interruzione della pena al dipartimento diretto dalla socialista Esther Waeber-Kalbermatten.
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